
Savona saluta il 2025 ed entra nel nuovo anno, un anno pieno di speranze per il sindaco della città Marco Russo.
Sindaco Russo, che 2025 è stato per Savona? - "E' stato un anno di cambiamento, intenso e anche sofferto, perché ci sono stati passaggi di sofferenza per la città dettati appunto da questo cambiamento. Abbiamo aperto l'anno con la conclusione del percorso di candidatura a Capitale Italiano della Cultura, un percorso entusiasmante con tanti effetti positivi sulla città. Un rinnovato orgoglio per riscoprire una città che ha un grande valore che tendevamo un po' a dimenticare."
Un anno anche sofferto - "Si, perché abbiamo vissuto la trasformazione del sistema di raccolta dei rifiuti, che ha generato tanta lacerazione, tanto disagio, tanta sofferenza, tanta tensione nella città. Avremo ancora tante cose da migliorare, però è anche vero che è stato un passaggio che ci ha consentito di dimezzare la quantità di rifiuti indifferenziati che la città produceva: quindi un passo avanti importante che ha generato tensione, ma anche, come dire, una necessità di cambiamento che non era più differibile. Abbiamo anche attivato i comitati di quartiere, con un'elezione che ha visto tanti cittadini partecipare, una riattivazione di procedure di collegamento tra amministrazione e città, in particolare nei quartieri; abbiamo effettuato la trasformazione digitale del nostro ente con i fondi del PNRR. Insomma, ci sono tanti elementi di innovazione che hanno contraddistinto questo anno con tutte le complessità che questo comporta."
Il ruolo di Savona, dal patrimonio artistico al porto - "I locali conoscono il patrimonio di Savona, ma spesso se ne dimenticano. Io insisto su questo: la candidatura a Capitale della Cultura è stato un percorso che ci ha fatto riscoprire le potenzialità della nostra città, ed esserne consapevoli è la premessa per poterle presentare all'esterno. Sicuramente questa candidatura ha mostrato la città di Savona sotto un occhio diverso da quello a cui si era abituati dopo tanti anni contraddistinti da caratteristiche diverse della città. C'è stato tutto un altro aspetto che è molto importante: finalmente la nostra città ha un progetto, un progetto di territorio, che coinvolge i comuni della provincia, che coinvolge tutti gli enti. Questo è un passaggio fondamentale perché è sempre mancato nella nostra città il fatto di remare tutti in una direzione coerente. Oggi siamo consapevoli che possiamo comporre un quadro.
Una Savona più ambiziosa secondo il sindaco - "Qualche anno fa sarebbe stato impensabile la candidatura a Capitale Italiana della Cultura per Savona: siamo arrivati tanto così ad accarezzare l'idea di riuscirci, questo vuol dire che abbiamo capito che possiamo fare progetti ambiziosi, ci possiamo misurare con gli altri territori e possiamo cogliere con gli altri le sfide della contemporaneità, quindi di quello che le città oggi hanno bisogno di affrontare per crescere. E poi siamo riusciti a dare ai nostri investimenti sul PNRR una vocazione differenziata ma coerente, questa è l'infrastruttura di una nuova stagione di sviluppo in cui io credo molto. è stato davvero un percorso che ci ha lasciato in eredità tantissimo valore che dobbiamo sapere essere in grado di portare avanti."
Le sfide del 2026 - "I cambiamenti che abbiamo impostato quest'anno devono consolidarsi e andare a regime, penso alla raccolta differenziata: noi non siamo soddisfatti di come oggi è la città, perché è ancora una fase di transizione: il 2026 dovrà essere l'anno nel quale si dovrà migliorare la qualità del servizio, la qualità della pulizia della città, dell'igiene. La stessa cosa vale per i parcheggi: noi abbiamo avviato una nuova forma di gestione dei parcheggi che si offre a politiche integrate tra autobus e parcheggi. Avvieremo la nuova illuminazione, a partire da gennaio: cambiamo tutta l'illuminazione della città a 10.500 punti luce che vengono trasformati a led: oltre a un risparmio energetico importante, c'è anche un fattore di efficacia dell'illuminazione"
Le opere in cantiere - "Partiranno le opere, abbiamo stanziato i soldi l'anno scorso: verranno attivati gli asfalti, le aree cani, le aree verdi,.. daremo anche un contributo alla riqualificazione della città, che deve accompagnare lo sviluppo: da un lato portiamo avanti i progetti PNRR, gli investimenti grandi, ma dall'altro lato dobbiamo anche curare l'aspetto estetico. Noi abbiamo bisogno di una maggiore serenità della città, abbiamo bisogno di riconciliare i cittadini con lo spazio fisico in cui abitano, questa è la chiave fondamentale di ogni città. Questo si fa dando le prospettive, quindi cominciando a guardare un po' al di là dell'immediato, ma dall'altra anche facendoli vivere in un ambiente migliore."
Trasporto pubblico locale: lei teme che il sistema di trasporto pubblico regionale possa collettivizzare le perdite di AMT? "No, la mia posizione non è timorosa, è molto chiara perché distingue due aspetti: un soggetto che coordini gli investimenti, che coordini le strategie di mobilità, che favorisca l'integrazione ferro-gomma, che non può essere trattata in ogni territorio, secondo me può essere utile. Il soggetto che è nato in realtà è ancora molto indefinito, bisogna capire chi ne fa parte, come si coinvolge, ma se ha questa funzione secondo me è una funzione utile. Sono decisamente più perplesso invece sull'azienda unica: noi abbiamo una società sana che si è costruita una propria solidità anche con anni di sacrifici, però credo che sia utile mantenere un soggetto che possa costruire in rapporto col territorio, un servizio di mobilità più efficiente: secondo me questi due elementi sono fondamentali entrambi. In sintesi, se per agenzia di mobilità si intende poi arrivare all'azienda unica ho delle riserve, se invece manteniamo un soggetto che svolga quella funzione di coordinamento, io credo che invece possa essere un aspetto molto utile."
Riscossa del centrosinistra in Liguria, lei pensa che oggi ci sia la possibilità di replicare questo modello anche altrove? "Ovviamente io mi auguro di sì, sono convinto che ce ne siano le potenzialità: le esperienze di Savona e di Genova possono essere d'aiuto nel convincersi che se si parte da un progetto e se si considera questo progetto come un terreno di dialogo, di confronto, da costruire insieme coi cittadini, si aprono delle prospettive molto importanti. Sono sempre stato convinto che non si deve partire dalla composizione di partiti ma dal progetto che aggrega i partiti, questa mi sembra una chiave importante che può essere di stimolo anche ad altre realtà che possono in questo modo reimpostare un nuovo progetto politico e quindi anche una nuova alleanza col territorio nel quale si trovano."
Si dice che fare il sindaco sia una delle cose più difficili in politica ma anche più appaganti, per lei è così? "Assolutamente sì, l'attività di sindaco è estremamente impegnativa, assorbente. Fare il sindaco drena molte energie, ma se ne ricevono di più, perché gli stimoli che un sindaco riceve dall'incontro con le persone, dai progetti che segue, dalla possibilità di dare una prospettiva alla propria città, danno delle energie che superano quelle che ti prende. Sull'aspetto più direttamente politico, sono convinto che oggi le esperienze sui territori possano essere delle esperienze di avanguardia politica; quindi i modelli politici più che recepirli dal nazionale al locale, come forse era tradizionalmente inteso, oggi è sempre più importante elaborarli sul territorio e quindi offrirli come spunti per un ragionamento più ampio. L'attività di sindaco ti dà la possibilità di una creatività politica e di una innovazione politica. che può essere anche un contributo interessante all'elaborazione politica più generale."
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