Politica

Sindaco Bucci, sono stati cinque anni terribili. Prima la tragedia del ponte Morandi, poi la pandemia, cioè la catastrofe più spaventosa dal dopoguerra a oggi. Eppure lei ha ancora voglia di fare il sindaco? Perché?
“Sono venuto a fare il sindaco su richiesta come civil servant, cioè al servizio della mia città, dopo aver concluso una carriera professionale. C’è ancora necessità per andare avanti nel nostro progetto, una visione da affinare, ma ancora valida. Se la salute mi aiuta sono convinto di poterlo fare".

L’architetto Alfonso Femia parla, in un’intervista a Primocanale della città dopo la pandemia e della necessità di progettare una “città buona”. Sarà così anche per Genova?
“Certo che le città devono cambiare. La pandemia ha dimostrato che alcune città reagiscono meglio di altre perché hanno le condizioni di qualità di vita e un non eccessivo affollamento e perché si può passare la giornata senza usare troppi mezzi. Sono le città diffuse e Genova città policentrica è un esempio, con l’aggiunta di una qualità di vita eccezionale. Molte famiglie dalla pianura sono venute a vivere a Genova in affitto. Abbiamo una forte competitività. Col terzo valico, un collegamento rapido con Milano e Torino avremo il ruolo forte in un’area ampia. Le città del futuro saranno fatte da più centri che comunicano con l’alta velocità per il trasporto delle persone, ma anche dei dati".

Lei parla del Terzo valico, ma quando ci sarà se non fanno anche il quadruplicamento della Tortona-Milano ci sarà un imbuto e i nostri treni veloci staranno in coda ai treni pendolari. Genova è isolata per colpa delle autostrade e delle ferrovie. Altro che comunicare rapidamente!
“I primi treni veloci viaggeranno a metà 2024. Per la tratta da Tortona a Milano stiamo lavorando, il progetto è in fase di approvazione definitiva. Con la Regione Lombardia c’è un interesse per spingere sul quadruplicamento e superare il tappo tra Pavia e Rogoredo. Le aree sono già state individuate e siamo in fase di espropri. Ci sono i tempi tecnici per arrivare a Milano in 50 minuti entro le date previste. E sarà un cambiamento come è avvenuto a Torino o Bologna con l’alta velocità. La “città buona” è questa, quella che vogliamo noi e che in più ha anche il mare".

 

Tutti i sindaci con cui ho avuto a che fare da giornalista, parlo da dopo Fulvio Cerofolini in poi, hanno tirato fuori l’idea del tunnel sotto il porto, ipotesi sempre fallita. Ora la ritira fuori anche lei….
“Se devo dire la verità io avrei preferito il ponte. Immagine straordinaria che mi ricorda Brooklyn… Purtroppo non possiamo limitare la parte crocieristica per l’altezza delle navi. Il tunnel non è difficile. Non è posato per terra, ma scavato con la talpa. Se poi mi dice che è difficile mettere d’accordo gli operatori, forse... Il tunnel parte e arriva in aree non portuali".

Ma non mi tocchi la Sopraelevata!
“E’ una scelta molto importante e dovrà decidere la città…".

Pensa a un plebiscito?
“No, sceglieranno le amministrazioni, ma con un grande dibattito in città…”.

Insomma sceglieranno i partiti della maggioranza e vede che allora diventa una scelta partitica…e che lei è un sindaco politico come sostengo da tempo facendola infuriare tutte le volte...
“Ho avuto diversi imput: buttiamo giù tutta la Sopraelevata, teniamola su facendola diventare una pista ciclabile oppure anche buttiamo giù solo il pezzo centrale, davanti alla Ripa e gli altri due monconi trasformiamoli in piste ciclabili. Faremo un bel dibattito aperto a tutti e poi decideremo che cosa fare”.

Crede che davvero di poter fare il sindaco e il commissario delle grandi opere? La legge lo impedisce e poi fare tutte e due le cose mi pare molto difficile.
“Fare il sindaco e il commissario si può e la legge non lo impedisce…”.

Forse solo in casi eccezionali come quello del crollo del Morandi….
“Sì, il commissario serve per momenti eccezionali e oggi siamo in un momento eccezionale anche se in maniera diversa. Il commissario si dedica a un progetto per la città e chi meglio del sindaco può occuparsene? Il sindaco è colui che sul luogo ha tutte le responsabilità. Perché non anche quella delle grandi opere pubbliche? Basta sapersi organizzare bene”.

Lei politicamente è di centrodestra. Insisto: ogni scelta del sindaco è scelta politica. Di centro, destra o sinistra. Lei è sorretto da un gruppo di partiti, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia che sono di centrodestra….quindi…
“Facciamo chiarezza. Se per politica intende la cura della polis greca, sono d’accordo. Io non mi occupo di una parte politica, ma di tutta la città. Lavoro per il bene della città e se questo coincide con quello di una o più parti politiche va bene. Purtroppo oggi spesso la politica è occuparsi soltanto della propria parte politica. E io allora non ci sto”.

Dunque lei politicamente è di centrodestra.
“Io tutti i giorni cerco di raggiungere una visione e se altri sono d’accordo con questa visione io sono felice e contento”.

Matteo Renzi l’ha invitata alla Leopolda e ha detto di lei che è una persona di “straordinaria professionalità” . C’è feeling politico con Renzi?
“ E’ l’esempio di un altro partito che vuole cose che possiamo volere anche noi. Vuol dire essere politici non di una parte. Loro hanno apprezzato quello che ho fatto e va bene e ne vale la pena. Poi i partiti che mi sostengono quando non servo più mi mandano a casa. I partiti fanno come l’azionista di un’azienda che se non servi più ti manda via. I partiti possono farlo quando vogliono”.

Lei apre a tutti? Da destra a sinistra al centro?
“Lavoriamo come fa il governo Draghi. Quasi tutti i partiti dentro per realizzare un piano operativo eccezionale. Io se serve chiamo anche il signor Pirondini (Cinquestelle ndr) che in consiglio comunale mi ha accusato delle cose peggiori, pensando che io prenda fondi da chiunque. Ma io non ho preso fondi da nessuno”.

Con il governatore Toti vi compensate. Pensate a un nuovo centro riformista moderato? Magari con Renzi e altri? Un’area che potrebbe raccogliere i tantissimi voti degli astenuti?
“Non votare è un grosso problema. Mi dispiacerebbe che votasse solo il 40 per cento degli elettori genovesi. Vorrebbe dire che non siamo riusciti a appassionarli”.

Non le piacerebbe di più fare il leader di una grande azienda nazionale? O addirittura il capo della Protezione Civile?
“Ho già fatto il manager di una grande azienda e ora non ho più l’energia. La Protezione civile? Potrebbe essere bella…..”

Scelga: sindaco o commissario?
“Non succederà. Non lo so…. Bisognerebbe vedere commissario di che cosa. Se per opere della mia la città mi pare difficile, se commissario per grandi lavori non della mia città no. Scelgo di fare il sindaco”.

Ma davvero vorrebbe trovare un avversario forte? A sinistra? Lo sa che il Pd e i progressisti hanno portato via il sindaco di Savona al centro destra? Potrebbero tentare lo stesso a Genova con un grosso personaggio.
“Ah, certo che potrebbe succedere. Il Pd parla di Genova come città con tendibile…e lo credo che devono contendere! Sennò che elezioni sarebbero se si parte sapendo di perdere…Genova ha vantaggi se ci sono candidati forti e non deboli. Bisogna sempre competere per vincere, mentre io ricevo tutti i giorni attacchi dal Pd col solo scopo di distruggere quello che facciamo. Non è un buon servizio per Genova e lo fanno con scarsi risultati”.

Genova ha avuto una scarsa manutenzione….
“Noi abbiamo speso tre volte tanto rispetto alle amministrazioni precedenti proprio sulla manutenzione. Ma in alcuni posti non è stato sufficiente e dovremo investire di più. Per ora abbiamo speso 75 sulle grosse opere e 25 sulla manutenzione, ma passeremo a un 50 e 50. Però la manutenzione non è peggiorata e i numeri lo testimoniano. Non è stata abbastanza, questo è vero”.

Che Matteo preferisce? Renzi o Salvini?
“Che Matteo? Pensavo a mio figlio….. o a Matteo Campora. Non lo so, Renzi non lo conosco bene. Certo sono due personaggi che sanno raccogliere visibilità, ma non ho mai parlato con loro di visioni della mia città”.

Sindaco Bucci se le dovesse vincere, fra cinque anni che cosa vedremo a Genova?
“Stiamo preparando un plastico che illustrerà come sarà Genova tra cinque anni nel 2027. Sarà bellissima, ci sarà un grande Waterfront a levante, una passeggiata ciclabile da Boccadasse alla Lanterna, un porto ecosostenibile, una città che viaggia in maniera elettrica, la raccolta della spazzatura che consentirà risparmio e la trasformazione della plastica in idrogeno. In mare la grande diga e a terra autostrade e treni che funzioneranno e collegheranno Genova a Milano e Torino velocemente. Inoltre un sistema di città diffusa e una grande infrastruttura per i dati con l’arrivo dei cavi sottomarini”.

E se peggiorano i dati della pandemia metterà l’obbligo delle mascherine anche all’aperto?
“Spero di no. I numeri ci dicono che gli ospedali non sono affollati. Però nel momento in cui dovessimo accorgerci che la situazione sta andando male, metteremo tutte le misure incluse le mascherine all’aperto se fossero necessarie. Il mio dovere è quello di proteggere i genovesi indipendentemente da qualunque possibile discussione”.