CRONACA

La conferenza stampa organizzata dal senatori di Alternativa c'Ŕ e altri parlamentari

Vendita Autostrade, il senatore Crucioli armato di megafono: "Cinque domande al ministro Giovannini"

di Au. B.

giovedý 14 ottobre 2021



GENOVA -  Come mai Cassa Depositi e Prestiti ha scelto quei due fondi di investimento privati senza una gara pubblica? Con che criteri di trasparenza sono stati scelti questi soci privati che saranno proprietari del piu grosso asset strategico autostradale italiano?"

Sono queste le domande urlate dal senatore di Alternativa c'è, armato di megafono, davanti alle scale del Ministero delle Infrastrutture per chiedere risposte sulle cessione delle quote di Autostrade per l'Italia a Cassa Depositi e Prestiti. L'evento a solo un giorno dall'inizio del processo sul crollo del Ponte Morandi, in un post su Facebook, annunciando la diretta davanti al Ministero, il senatore Crucioli ha scritto: "Le 43 vittime del ponte Morandi di Genova meritano rispetto! Nessun patteggiamento!!!"

Una conferenza stampa organizzata da diversi parlamentari che non ha però smosso il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili: "La risposta del ministro Giovannini è stata chiare: ha mandato giù dalle scale alcuni agenti di polizia che non hanno potuto fare niente perchè noi stavamo esercitando un nostro diritto, solitamente negato durante le interrogazioni fatte a posta. Il ministro Giovannini ha fatto tutto tranne che scendere e fare chiarezza."

E' interdetto il Senatore mentre prova a spiegare a Primocanale il motivo per cui la vicenda della coppia Aspi-Liguria viene ignorata dai media: "Non desistiamo, e se posso aggiungere è anche vergognoso l'atteggiamento dei media, purtroppo non c'è un Primocanale a Roma che da spazio a questi argomenti, nonostante molti rappresentanti del popolo italiano fossero li sotto insieme a me, nessun giornale era presente. Grazie all'attenzione particolare che stiamo dando a questa vicenda e all'attenzione di altri parlamentari qualcosa sta finalmente accadendo. Con ogni probabilità ci sono irregolarità formali in tutta questa storia e ci giunge anche voce che ci sia una certa ritrosia da parte di alcuni funzionari a firmare determinate carte che dovrebbero scandire l'iter. Ma noi andiamo avanti, abbiamo fatto l'esposto alla magistratura penale e ci auguriamo che, se il Ministro continua a non voler rispondere a noi, venga finalmente chiamato a rispondere in altre sedi, se capite cosa intendo."

La conferenza, nonostante il Ministro non sia sceso, sembra aver mosso qualcosa: "Oggi siamo riusciti ad ottenere che il presidente di Cassa Depositi e Prestiti venga a rispondere ai nostri quesiti il 4 novembre, nella sede di Commissione di vigilanza. Purtroppo, avevamo chiesto la pubblicità di questa seduta ma ci è stata negata: ancora una volta viene tenuta segreta la vicenda e i cittadini non potranno assistere. La questione dei costi è chiara: si paga più di quello che vale una determinata società, poi per remunerare Cassa Depositi e Prestiti e soci privati di questo extra costo pagato ai Benetton, si fa sì che il piano economico finanziario gonfi i pedaggi autostradali. Ci guadagnano i Benetton che vendono e ci guadagnano i fondi privati che comprano, gli unici a perderci sono i cittadini che pagheranno di più l'autostrada."



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