IL COMMENTO

Domani a Santa Margherita la nomina ufficiale

Ucina, inizia l'era Cecchi: dovrÓ riunire la nautica e difendere il Salone di Genova

di Matteo Cantile

mercoledý 19 giugno 2019
Ucina, inizia l'era Cecchi: dovrÓ riunire la nautica e difendere il Salone di Genova

A guardarlo con un pizzico di superficialità Saverio Cecchi, l’uomo che da domani pomeriggio avrà il compito di guidare Ucina - Confindustria Nautica, ha tutto l’aspetto dell’uomo di mare: l’eleganza leggera di chi trascorre la maggior parte del suo tempo all’aria aperta, la simpatia toscana che volge la conversazione al ‘tu’ dopo brevi scambi di battute.

Eppure l’uomo che ha costruito una solidissima carriera nel mondo della nautica e che ha scalato tutte le posizioni associative fino a raggiungere la presidenza, viene dal fiume: la sua casa è Limite sull’Arno, una località dell’empolese che si è fatta un nome e affonda le sue radici nella storia. “Dalle mie parti si costruiscono barche dal seicento”, aveva detto Cecchi, orgogliosamente, il 14 maggio scorso nella sua prima intervista a Primocanale da presidente designato. La ‘designazione’ cadrà domani quando, è un fatto scontato, l’assemblea di Ucina riunita a Santa Margherita Ligure gli consegnerà i galloni di comandante in capo e le chiavi della più importante associazione della nautica italiana.

I modi simpatici da toscano verace nascondono un’anima politica raffinata e una fitta rete di contatti costruita in trent’anni di vita associativa, qualità che lo hanno fatto preferire in una delle fasi più delicate della storia di Ucina.

Sarà infatti compito di Cecchi portare a termine il lungo lavoro di tessitura che Carla Demaria, colei che lo ha preceduto sullo scranno più importante di via San Nazaro, ha compiuto in questi ultimi anni: un lavoro che ha lo scopo fondamentale di riunificare, sotto un’unica bandiera, le aziende nautiche di tutto il paese.

Aziende che, la questione è arcinota, dal 2015 sono spaccate in due associazioni diverse, Ucina e Nautica Italiana: dopo essersi sparate siluri per molto tempo le due organizzazioni sono ora concordi nel chiudere definitivamente questo periodo fratricida e sono pronte a ricomporre la frattura per sfruttare al massimo grado l’ottima congiuntura economica del settore. Le aziende che costruiscono barche o producono accessori stanno infatti vivendo una straordinaria espansione: lo dimostra l’apprezzamento che i marchi italiani riscuotono ovunque, al punto da aggredire mercati nuovi, come quello delle imbarcazioni di dimensioni più grandi.

Nel frattempo l’associazione sta lavorando alla preparazione di una nuova, attesissima, edizione del Salone Nautico di Genova: il programma è stato recentemente presentato a Milano e attirerà alla Fiera del Mare numeri sempre crescenti di espositori e visitatori.

La speranza è che le questioni legali ed economiche aperte con la vicenda della Nuova Darsena, la diversa durata delle concessioni proposte dall’Autorità di Sistema Portuale ai soggetti che in quel contesto devono operare, i pronunciamenti di Tar e Consiglio di Stato, non costituiscano un ostacolo allo sviluppo del più grande appuntamento internazionale rimasto nella nostra città. Su questo versante fonti interne a Ucina hanno mostrato qualche seria preoccupazione: il recente pronunciamento del Consiglio di Stato che ha concesso la sospensiva della sentenza del Tar al cantiere Amico & Co, ad esempio, porterà un aggravio di costo, secondo stime dell’associazione, di circa 300mila Euro.

Tra i compiti del nuovo presidente Cecchi, dunque, anche quello di sensibilizzare le istituzioni locali su quanto il Nautico, per non arretrare e rischiare la chiusura com’era successo in anni recenti, abbia bisogno del convinto sostegno di tutti.

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