CRONACA

Misura cautelare eseguita dalla Squadra Mobile

Truffa, corruzione e peculato: medico di base ai domiciliari alla Spezia

venerd́ 21 febbraio 2020
Truffa, corruzione e peculato: medico di base ai domiciliari alla Spezia

LA SPEZIA - Un medico di base spezzino è finito agli arresti domiciliari per aver organizzato, insieme ad altri, un sistema per guadagnare sull'aggiornamento profressionale. Ciò è avvenuto assieme a un "provider" della formazione, che a sua volta si era conquistato in questo modo una sorta di monopolio sulle attività formative pagate con fondi pubblici dell'Asl.

La misura cautelare è stata eseguita questa mattina dalla Squadra Mobile della Spezia su disposizione del gip Mario De Bellis e su richiesta del sostituto procuratore Elisa Loris.

Sono indagati anche altri medici componenti della Commissione per l'aggiornamento e la formazione dei medici di medicina generale.

Al medico agli arresti domiciliari viene anche contestato di essersi appropriato di 150 vaccini antinfluenzali dell'Asl e di aver erogato prestazioni sanitarie utilizzando strumentazione Asl. Più precisamente il medico è indagato in concorso per aver falsamente attestato la propria presenza a riunioni della Commissione della quale era membro, percependo indebitamente i relativi emolumenti, provenienti da fondi pubblici.

La Commissione sceglieva discrezionalmente un provider, che avrebbe dovuto organizzare i corsi di formazione, ricevendo in cambio, mediante un collaudato sistema corruttivo, indebite utilità.

Per garantirsi il mantenimento dell'incarico il provider era infatti indotto a svolgere gli eventi formativi affittando un locale di proprietà di una srl, direttamente o indirettamente riconducibile agli stessi medici membri della Commissione.

Ai medici, poi, il provider corrispondeva ulteriori emolumenti per l'attività di consulenza, in un secondo tempo, per mascherare i conflitti di interesse, anche tramite una Associazione scientifica.

La commistione tra pubblico e privato consentiva al provider di assicurarsi, in una sorta di regime di monopolio, tutte le attività di formazione, remunerate con fondi pubblici dall'Azienda Sanitaria mentre, e ai medici indagati, di ottenere indebiti compensi economici schermati da società e dall'associazione.

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