IL COMMENTO


Se si candidasse un Conte anti-Salvini chi troverebbe con lui in Liguria?

di Mario Paternostro

domenica 11 agosto 2019
Se si candidasse un Conte anti-Salvini chi troverebbe con lui in Liguria?

Il caldo umido di questo Ferragosto, accresciuto dalla temperatura molto alta del clima pre-elettorale, stimola immaginarie ipotesi che sono anche divertenti (per chi ancora si diverte con la politica) proprio per la loro originalità.

Per esempio oggi qualcuno comincia a chiedersi: se il premier Conte che ha più consensi tra gli italiani del capitano Salvini, davvero dovesse guidare una lista civica con il suo nome a sostegno dei Cinquestelle, chi lo seguirebbe? Mettere in piedi in così poco tempo una lista civica non è facile. Ma la voglia di sfidare il politico fino a oggi più potente d’Italia può suscitare anche in clima vacanziero parecchie ambizioni. Per farla breve e semplice, se Conte davvero decidesse di sfidare Salvini capeggiando una lista civica affiancata al M5S, a Genova e in Liguria chi lo seguirebbe?

In queste settimane la nostra terra sta producendo un nuovo soggetto politico che potrebbe essere molto importante, “Cambiamo”, il movimento pro Lega di Giovanni Toti. Qualche giorno fa, altri genovesi si sono mossi manifestando la loro voglia di dare una mano a una ipotetica lista pro-Pd con il nome di Calenda. Ma fare la lista del professor Giuseppe Conte scuoterebbe alcuni ambienti significativi della nostra regione. Magari il professore di Diritto privato potrebbe trovare adepti proprio nel mondo universitario, tenuto conto che il suo maestro, il professor Guido Alpa ha insegnato a Genova Diritto civile per molti anni prima di passare all’ateneo romano.

Qualche Cionquestelle lascerebbe i suoi per andare a sostenere il premier sfidante del leader leghista?

Insomma l’ipotetica discesa in campo elettorale di Conte con la prospettiva, tenuto conto dei sondaggi sul gradimento degli italiani, di ottenere un buon risultato (e poltroncine romane) muoverebbe certamente le acque locali.

Conte è figura rasserenante e col passare dei mesi da quando siede a Palazzo Chigi ha aumentato di molto il suo prestigio istituzionale. Il che non guasta in una fase politica di “svacco estremo”.

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