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Scandalo Autostrade, segnati per sempre dai 9 miliardi dati ad Atlantia: non mi sento pių italiano

di Maurizio Rossi

giovedė 03 giugno 2021



- Ieri non ho festeggiato la Repubblica perché non siamo una Repubblica, siamo uno Stato sotto la proprietà delle lobby e dei poteri forti nazionali e internazionali. Quello che è accaduto con la trattativa tra il nostro Stato e Atlantia, ovvero la famiglia Benetton che ha ricevuto 9 miliardi di euro per uscire da Autostrade, mi ha fatto capire che i cittadini non contano nulla e ha segnato per sempre il mio giudizio su questa Nazione, su questo Stato.

Sono vicino a Egle Possetti e a tutti i familiari delle 43 vittime di ponte Morandi. Per loro è come se i propri cari fossero morti una seconda volta.

Abbiamo un sistema autostradale letteralmente massacrato da Autostrade a cui era stata consegnata dallo Stato una rete straordinaria ben manutenzionata. In questi decenni loro l’hanno spremuta come un limone per fare utili e distribuirli agli azionisti, non hanno fatto manutenzione, hanno causato gravissimi problemi al tessuto economico ligure, e penso italiano, hanno visto crollare il Morandi con le sue 43 vittime volate giù dal ponte. Una tragedia annunciata ed evitabile. 

Dopo tutto quello che è accaduto invece di togliergli la concessione e sequestrargli ogni bene il mio Stato (perché lo Stato sono tutti i cittadini, me compreso) gli paga 9 miliardi di euro? Io non mi sento più italiano, ho preso atto che non siamo in una Repubblica, siamo in uno Stato dominato totalmente dalle lobby e dai poteri forti.

Noi abbiamo sempre denunciato tutto sperando che cambiasse qualcosa. E cosa è cambiato? Nulla. E sapete perché è successo questo? Perché sta per partire il processo. Appena questo inizierà infatti le azioni di Atlantia crolleranno, e proprio per questo motivo che l'operazione Stato-Atlantia è stata fatta prima. Siamo stati tutti accoltellati alle spalle.

Ormai possiamo solo affidarci della magistratura che sta facendo il suo corso. Mi fido del grande lavoro che sta portando avanti il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi. Ma da oggi mi sento un cittadino tradito dal mio Stato e questo mi crea un grande sconforto che mai avrei pensato di vivere.



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