CRONACA

Proteste che rischiano di danneggiare l'intera categoria. Con l'avvertimento che l'estate potrebbe essere compromessa

Riaperture dei locali, Fipe: "La via č quella del dialogo, non delle proteste di forza"

di Silvia Isola

martedė 06 aprile 2021



GENOVA - I ristoratori hanno fatto "Del doman non v'è certezza" il loro modo di lavorare. Un lungo anno di continui stop & go che ha logorato un intero settore con ripercussioni gravissime tra serrande abbassate per sempre e forniture sprecate. "E questa incertezza costata 22 mila imprese chiuse in Italia il 243 mila posti di lavoro persi ad oggi", spiega Marco Buticchi, presidente Fipe Confcommercio della Spezia. "Senza contare tutta la merce che abbiamo dovuto buttare, non c'è niente di più terribile per un imprenditore che buttare via le materie prime con cui mangia e lavora". 

Adesso il tavolo con il Governo e le Regioni è aperto per riuscire ad anticipare la ripartenza, dove i dati lo consentano, almeno al 20 aprile. Ma c'è chi dalla disperazione ha deciso di protestare aprendo i locali nonostante i divieti. "Crediamo che le proteste di forza in questo momento non servano, non si ottiene nulla andando sotto le finestre del prefetto o del Governo per qualche ora, ma è il momento del dialogo e della programmazione". Ma il 13 aprile è stata comunque convocata proprio a Roma un'assemblea straordinaria da Fipe per far sentire la voce della categoria. 

Proteste che rischiano di danneggiare l'intera categoria. Con l'avvertimento che l'estate potrebbe essere compromessa. "Ci hanno detto: se non fate i bravi e non tenete chiuso a Pasqua e Pasquetta, niente estate", commenta durante la trasmissione politica di Primocanale, Liguria 2021, Buticchi. "Ma ricordo a tutte le forze politiche che l'Italia si è salvata dalla bancarotta proprio grazie alla scorsa estate".  




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