POLITICA

Il portavoce di Forza Italia in Parlamento contro il governatore

Regionali 2020, Mulè: "Toti non sarà il candidato di Forza Italia in Liguria"

martedì 03 settembre 2019
Regionali 2020, Mulè:

GENOVA - "Entro settembre si riunirà il tavolo nazionale della coalizione di centrodestra per decidere i candidati alla presidenza delle regioni: per la Liguria, è stato Giovanni Toti a porsi orgogliosamente fuori dalla Liguria. Allora è evidente che non sarà il candidato di Forza Italia". Lo ha detto il deputato ligure di Fi, Giorgio Mulé in merito alle prossime elezioni regionali che, in Liguria, si celebreranno alla fine della prossima primavera. A distanza di poche ore dal debutto a Matera, con la prima tappa del tour nazionale del movimento 'Cambiamo!', fondato da Toti dopo essere uscito proprio da Forza Italia, Mulé serra le fila e lo richiama al suo impegno in Regione: "Mi pare che abbia parecchio da fare in Liguria, per andare a spendere altro tempo in giro per l'Italia"m ha detto.

"Anche i seniores di Forza Italia, in Liguria coordinati da Beppe Costa, confermano che 'appoggeremo Toti solo se ci sarà un'alleanza organica nel centrodestra', mentre sta organizzando un evento nazionale sulle pensioni al teatro Manzoni di Milano, il 30 settembre, cui parteciperà anche Silvio Berlusconi e a coordinare l'evento sarà Paolo Del Debbio, ex cerimoniere di tanti eventi totiani in Liguria finché il governatore ha strappato con Fi".

Sul toto nome del candidato di Forza Italia alle prossime elezioni regionali per Mulè "per ora è prematuro parlare di questo. E comunque ci sarà un tavolo nazionale che si occuperà di organizzare le candidature nel loro complesso, tra tutte le regioni che andranno al voto, dall'Emilia alla Toscana, dalla Liguria all'Umbria alla Calabria". "Toti può annunciare la sua ricandidatura, bisognerà vedere se farà parte della coalizione e se sarà candidato dalla coalizione: viste le ultime capriole a oggi certamente non potrà essere il candidato di Forza Italia".

I nomi, spiega ancora Mulé, usciranno da "un tavolo di coalizione, con Lega, Forza Italia, fratelli d'Italia, sarà convocato entro la fine di settembre". È plausibile che Giovanni Toti, con 'Cambiamo!', siederà a quel tavolo. "Ma che rappresentanza ha? Qualche senatore e alcuni deputati? Non riescono a formare i gruppi parlamentari: ne servono venti alla Camera e dieci al Senato. Numeri che non ha", ha incalzato il deputato ligure.

"Io so chi non proporremo. Toti non sarà il candidato di Fi. Poi, se qualcuno tra gli alleati deciderà che è il candidato di coalizione... ma sarà il candidato della Lega. O di Fratelli d'Italia. Toti non è espressione di Forza Italia. E il candidato presidente della Liguria uscirà da un tavolo nazionale che bilancerà equilibri complessivi tra le varie regioni: la decisione sarà frutto di un ragionamento complessivo, se la Lega deciderà di mettere un 'suo' uomo in Liguria, in altre regioni toccherà a noi scegliere il candidato", ha proseguito Mulè.

E sulla possibilità che il movimento di Giovanni Toti possa crescere dopo il tour, Mulé spiega: "Non so quale rilievo nazionale possa avere un movimento così: quale programma ha? Non mi è chiaro cosa voglia Toti, al di là di aver sviluppato un'ossessione contro Forza Italia: ogni mattina apre i social e attacca Forza Italia. Non mi è neppure chiaro il messaggio di 'Cambiamo!', quali siamo in suoi principi fondanti, se non proprio l'odio per Forza Italia. Noi abbiamo chiaramente davanti agli occhi i diversi errori politici che Toti ha compiuto nel Ponente ligure, ultimamente".

Mulè punta il dita sui risultati elettorali conseguiti nel ponente ligure. "Alle ultime amministrative a Sanremo, Bordighera, Imperia, Alassio non ha perso il candidato di Forza Italia, hanno perso i candidati che aveva scelto Toti, con il suo novello scudiero Marco Scajola. Poi mi pare che Toti dovrebbe pensare più alla Liguria" però "Va in giro per l'Italia a promuovere un movimento nazionale, mentre vuole ricandidarsi in Liguria, dove ci sarebbero tante, troppe cose da fare: una per tutte, la Sanità. Nell'era 4.0 i servizi sono fermi al secolo scorso", ha concluso il portavoce di Forza Italia in Parlamento.

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