MOTORI

Via libera anche agli spostamenti interregionali per gli atleti

Lockdown finito, nei rally i navigatori tornano in macchina per i test

di Stefano Bertuccioli

marted́ 19 maggio 2020
Lockdown finito, nei rally i navigatori tornano in macchina per i test

GENOVA - Si va lentamente delineando una parvenza di ritorno a quella che non sarà certo una normalità, ma che sarà una fase di transizione (speriamo breve) per il mondo del motorsport, in particolar modo dei rallies.

E’ di ieri infatti la notizia diffusa da Aci Sport sul via libera alla presenza dei navigatori al fianco dei piloti durante i test, autorizzati la settimana scorsa con un protocollo sanitario molto rigido da rispettare per tutti gli addetti, probabilmente non senza difficoltà.

Il divieto di presenza dei navigatori aveva immediatamente scatenato polemiche e malumori nell’ambiente, dato che il Rally è in tutto e per tutto uno sport di coppia. Il navigatore è un componente fondamentale che completa il pilota e che, sia in auto che fuori, si assume compiti importantissimi. Proprio nei test il ruolo del navigatore è molto prezioso; spesso è il copilota a confrontarsi con i tecnici, a consigliare il pilota sulla scelta delle gomme in base alle sensazioni trasmesse dall’auto. La sensibilità dei navigatori è al pari di quella dei piloti, pur senza stringere tra le mani il volante ed il loro ruolo tecnico/sportivo è sempre stato alla base dei rapporti tra i piloti e le squadre.

Non sono pochi i piloti che, dopo aver letto la prima stesura del nuovo regolamento, si sarebbero rifiutati di salire in auto da soli, specialmente per ragioni di sicurezza o semplicemente perché gli sarebbe mancata la propria metà sportiva e tecnica.

Un’altra notizia positiva riguarda la possibilità degli spostamenti interregionali degli atleti “professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, dal CIP e dalle rispettive Federazioni”, in questo caso quindi i titolari di licenza Aci Sport, che potranno raggiungere la sede dei test anche fuori dalla regione di residenza, previo accordo con la federazione.

Il nocciolo della questione però è un altro: ha davvero senso affrettarsi nella stesura di regolamenti che avranno una durata di circa due settimane? O forse sarebbe stato meglio per tutti aspettare il tanto agognato 3 giugno? Non si sa ancora se e quando le competizioni su strada saranno autorizzate e regna la più grande incertezza e, nella maggior parte dei casi, nessuno è pronto o è disposto a partire ora che non c’è alcuna certezza sul futuro.

Le ipotesi sono molte; dai rallies in circuito ma totalmente snaturati, all’idea di iniziare solo con le gare regionali, sicuramente più gestibili sotto l’aspetto del pubblico, mai troppo numeroso e sempre disciplinato. La voglia di ripartire non è mai mancata, ma senza certezze non si può andare da nessuna parte.

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