SPORT

Gravina prende atto dell'ultimo decreto ma si riserva di trattare ancora dietro le quinte

La Figc si piega al diktat del governo: "Niente calcio fino al 14 giugno"

di Stefano Rissetto

luned́ 18 maggio 2020
La Figc si piega al diktat del governo:

ROMA -  La Federcalcio si piega al diktat di Palazzo Chigi. Tutto fermo fino al 14 giugno, come dall'ultimo Dpcm. Gabriele Gravina, presidente della Figc, recepisce e rilancia nel suo ambito il provvedimento che vieta eventi, anche a porte chiuse, ma si tiene aperta la porta per un ripensamento dell'esecutivo, aggiungendo alla nota la frase: “Nelle more di un’ulteriore e auspicabile determinazione in argomento”.

In altre parole, Gravina continua a sperare che si possa rivedere la data in modo tale da anticipare la ripresa, magari in coincidenza con la data del 13 giugno scelta dalla Lega di serie A per la possibile ripartenza del campionato. La possibilità di “un’auspicabile determinazione” lascia intendere però che la Figc continua a lavorare per cercare di ripartire al più presto, beninteeso con tutte le garanzie necessarie per la tutela della salute.

Nelle ultime ore ha preso consistenza l’ipotesi di uno spostamento dell’eventuale tabella di marcia al 20 giugno: anche in Spagna i vertici del calcio hanno deciso per lo slittamento del calendario della Liga. Se la Figc prende tempo, la Lega di serie A continua però a lavorare per poter anticipare e l’”auspicabile” della Federcalcio va nella stessa direzione. Se si cominciasse davvero il 20 giugno, bisognerebbe giocare ininterrottamente due volte alla settimana (servono 13 date, 12 giornate più il turno dei 4 recuperi saltati a fine febbraio). E andrebbero definitivamente "sacrificate"  le semifinali di ritorno e la finale di coppa Italia.

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