CRONACA

Dieci giorni alla data X del 30 novembre

Futuro incerto per ArcelorMittal, il 25/11 sciopero e presidio anche a Genova

di Andrea Popolano

venerdý 20 novembre 2020
Futuro incerto per ArcelorMittal, il 25/11 sciopero e presidio anche a Genova

GENOVA - Ancora agitazione all'interno degli stabilimentoi ArcelorMittal. Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato per mercoledì 25 novembre a sostegno delle proposte e delle priorità rivendicative nel corso del coordinamento nazionale che si è svolto in videoconferenza.

Una giornata di mobilitazione nazionale nei siti del gruppo ArcerlorMittal, con sciopero di 2 ore, presidi, iniziative e collegamenti dagli stabilimenti con conferenza stampa in videoconferenza dei segretari generali. Una mobilitazione che coinvolgerà anche lo stabilimento di Genova Corniglianon già sceso in piazza la settimana scorsa per proestare contro la decisone dell'azienda di licenziare alcuni operai.

Il coordinamento ha evidenziato "l’improcrastinabile necessità di un serio piano di manutenzioni ordinarie e straordinarie degli impianti di tutti i siti per esigere la garanzia della sicurezza dei lavoratori e la messa a norma degli impianti e l’efficienza degli stessi; il ripristino immediato di corrette relazioni industriali oramai inesistenti e che spesso vedono atteggiamenti vessatori nei confronti dei lavoratori; la necessità di un utilizzo appropriato degli ammortizzatori sociali". 

Intanto la data del 30 novembre si avvicina, adesso mancano solo dieci giorni. L'ultimo giorno del meseè infatti la data entro cui ArcelorMittal può recedere dal contratto di affitto pagando una penale di circa 500 milioni di euro. Il governo, distratto dalle vicende Covid, ancora non ha una definito strada chiara da perseguire. Se Mittal dovesse recedere a quel punto il futuro di circa 20mila lavoratori tornerebbe in bilico, oltre mille a Genova Conigliano.

L'alternativa proposta da Roma è l'ingresso dello Stato nell’ex Ilva attraverso Invitalia. Una partecipazione che si concretizzerebbe con una partecipazione variabile tra il 40% ed il 45% ma con una governance paritetica con ArcelorMittal. E' questa la carta che Roma si gioca per trattenere il gruppo franco-indiano in Italia. I sindacati restano suo piede di guerra e aspettano chiarimenti.

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