CRONACA

I timori dopo la chiusura dell'altoforno 2 si sono materializzati in poche ore

Ex Ilva, ArcelorMittal convoca i sindacati: 3500 in cassa integrazione straordinaria

mercoledė 11 dicembre 2019



ROMA - Arcelor Mittal ha aperto procedura di Cassa integrazione straordinaria per 3500 unità. I timori dopo la chiusura dell'Altoforno 2 si sono materializzati in poche ore. A Taranto chiuderà l'Altoforno 2, tutta l'acciaieria numero 1, metà dell'acciaieria numero 2 e altri impianti minori. La cassa integrazione straordinaria "partirà dal 13 dicembre prossimo" e richiederà 3-4 settimane per essere completata. I sindacati dei metalmeccanici hanno ricevuto l'informativa circa la decisione presa da Mittal durante un colloquio telefonico con l'amministratore delegato di AmInvest.co, Lucia Morselli.

Rispetto al nuovo piano industriale presentato dalla multinazionale, che prevede 4.700 esuberi entro il 2023 e il mancato rientro al lavoro dei 1.600 operai Ilva in amministrazione straordinaria (As) attualmente in Cigs, per le organizzazioni sindacali "il punto fondamentale resta l'accordo del 6 settembre 2018 che non produceva alcun esubero e che ancora adesso tiene dentro occupazione, ambiente e salute".

ArcelorMittal ha già fatto ricorso alla cassa integrazione ordinaria per crisi di mercato per un numero massimo di 1.273 dipendenti e ha chiesto la seconda proroga della procedura a partire dal 30 dicembre. Sono coinvolti anche lavoratori in cassa a zero ore appartenenti ad impianti fermi da lungo tempo come i Tubifici, che percepiscono 700 euro al mese. "Una situazione che diventa sempre più insostenibile. A questi lavoratori bisogna dare delle risposte", denunciano le organizzazioni sindacali.

Una nota unitaria dei sindacati ha "rigettato" l'annuncio dell'avvio della procedura spiegando che al tavolo previsto con il Governo e Mittal "chiederanno con forza di fare chiarezza su una procedura di cigs che, di fatto, sostituirebbe l'attuale cigo per crisi congiunturale facendola diventare un problema di carattere strutturale". Per questo, dicono ancora ad una sola voce, "è giunto il momento da parte del governo e di Ilva in As, per ora unici proprietari dello stabilimento siderurgico di fare chiarezza su futuro ambientale, occupazionale e industriale di un sito di interesse strategico per il Paese", conclude la nota.

Intanto il ministero del Lavoro sta studiando "diverse diverse norme, ve ne posso anticipare una: un esonero contributivo triennale al 100% per i datori di lavoro che volessero assumere i lavoratori in amministrazione straordinaria e quindi in cassa integrazione", ha detto a Roma la titolare del dicastero, Nunzia Catalfo, parlando dei lavoratori dell'ex Ilva, a margine di un convegno al Cnel. In generale per l'Arcelor Mittal "c'è un pacchetto di misure che stiamo studiando e che sono pronte per essere portate all'ordine del giorno", ha detto il ministro.

I commissari straordinari dell'Ilva in As stanno valutando il ricorso al Tribunale dell'appello contro la decisione del giudice Francesco Maccagnano, che ha respinto l'istanza di proroga della facoltà d'uso che scadrà venerdì 13 dicembre. L'impianto fu sequestrato nel giugno del 2015 dopo l'incidente sul lavoro costato la vita all'operaio Alessandro Morricella, investito da una fiammata mista a ghisa incandescente mentre misurava la temperatura del foro di colata dell'Altoforno 2.

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