CRONACA

Con lo sblocco dei licenziamenti rischio di un -30% del personale

Divieto di asporto per i bar, Fipe: "Non capiamo come possa limitare il Covid"

di Silvia Isola

venerdė 15 gennaio 2021
Divieto di asporto per i bar, Fipe:

GENOVA - Dopo una settimana di zona gialla, dove in Liguria si erano ripopolati i tavolini di déhors, bar e ristoranti durante la pausa pranzo, da domenica di nuovo 'chiusi in presenza' a causa della zona arancione. Tra le novità, il divieto di asporto per i bar a partire dalle ore 18. Non mancano le polemiche da parte di chi lavora nel settore e che tutti i giorni fa i salti mortali per adattarsi agli continui stop and go da parte del Governo. E proprio a causa della difficoltà a organizzarsi tra aperture e chiusure repentine e comunicate con pochissimo preavviso, alcuni potrebbero già restare chiusi nella giornata di sabato 16, seppur ancora in zona gialla. 

"Non capiamo come il divieto d'asporto per i bar possa influenzare o meno l'andamento dei contagi", è il commento a caldo di Alessandro Cavo, presidente di Fipe Confcommercio Liguria. L'idea di questo provvedimento è nata lo scorso weekend, dopo che si erano verificati alcuni assembramenti di giovani nelle piazze di diverse località italiane, ma non nella nostra regione. "Ma non sono di certo i bar i responsabili degli assembramenti né coloro che possono vigilare sulle piazze: adesso quel poco che riuscivamo a guadagnare ci viene ancora limitato, torniamo ancora una volta delle rosticcerie". 

Per non parlare dei ristori che non bastano e che in molti casi sono in ritardo. "La stima che avevamo fatto è di circa 50 mila imprese chiuse a livello italiano, ma probabilmente molte altre hanno già chiuso così come temiamo tantissimo lo sblocco dei licenziamenti, le nostre previsioni sono addirittura che si possa ridurre del 30% il personale, più di 300 mila persone che potrebbero perdere il lavoro", ha detto Cavo. Uno scenario drammatico. 

Anche per questo sui social è stata lanciata una protesta con l'hashtag #ioapro: alcuni locali hanno deciso di aprire nonostante i divieti a cena e l'idea è di continuare anche nei giorni successivi."Non aderiamo a questa manifestazione perché non diremmo mai ai nostri associati di compiere qualcosa contro la legalità", commenta a Primocanale il presidente di Fipe Confcommercio Liguria. "Avere degli avventori in questa situazione poi è ancora più difficile, oltre che in caso di una curva in salita dei contagi non si esiterebbe un minuto a puntare il dito contro l'intera categoria, quindi non condividiamo l'iniziativa". 



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