SALUTE E MEDICINA

Sul sito del ministro della Salute le risposte ad alcune bizzarre domande

Dalla candeggina al phon e vaselina, l'infinito mondo delle bufale sul covid

sabato 31 ottobre 2020
Dalla candeggina al phon e vaselina, l'infinito mondo delle bufale sul covid

GENOVA - Entrare in bagno, prendere l'asciugacapelli, posizionare la manopola in modalità caldo, accendere al massimo della forza possibile e poi puntarsi il phon alla gola. Obiettivo? Uccidere il coronavirus ed eliminare così la sua possibile presenza dalla gola. No, chiariamolo subito, non funziona assolutamente ma una risata certamente ce la strappa. Il ministero della Salute in una sezione dedicata alle bufale sui modi di contagio e di cura del Covid ha creato ormai da tempo una pagina dedicata utile a stroncare sul nascere le falsità che girano sulla pandemia. Un elenco che è in continuo aggiornamento da mesi ormai.

Ma fa decisamente effetto pensare che qualcuno abbia fatto alcune di quelle domande di fatto costringendo gli organi istituzionali a fare chiarezza e spazzare via i dubbi. Scorrendo le varie situazioni è difficile non immaginarsi le persone provare a compiere certe azioni. La prima dell'elenco ci spiega come a qualcuno sia venuto in mente, per evitare di restare contagiato, di fare dei gargarismi con la candeggina: non funziona ma di certo l'effetto alito pulito è garantito, attenzione però a non ingurgitarla altrimenti all'ospedale si va per davvero, ma per una lavanda gastrica. Ad altri è passato per la testa di assumere dell'acido acetico per lo stesso motivo. Acido che di norma viene invece usato nell'industria per comporre materie plastiche o ancora nella gomma e nella fotografia. Conseguenza idem come sopra, ma questo è il meno.

Tamponi molecolari, antigenici, test sierologici e via discorrendo sono diventati tema della nostra quotidianità. E pensare che invece c'è chi ha creduto che per capire se si è stati contagiati o meno bastava eseguire un banalissimo test fatto in casa. Come? Basta trattenere il respiro per almeno dieci secondi senza tossire. Se si riesce vuol dire che si è sani. Mega bufala neanche a dirlo. E il volto paonazzo la direbbe tutta.

Poi qualcuno, forse ricorrendo ad antiche credenza popolari, deve aver pensato che 'mangiare aglio può aiutare a prevenire l’infezione da nuovo coronavirus'. Non funziona assolutamente ma è sicuro che per via dell'alito pesante la distanza di sicurezza di un metro e mezzo con il resto del mondo è garantita. Restiamo nel filone alimentare. Anche l'idea che mangiare il limone funzioni come metodo di prevenzione è catalogata come bufala. Ma la domanda è? Chi è che si mette a mangiare un limone come se si trattasse di un'arancia? Complimenti per il coraggio nel caso. C'è anche chi si è domandato se il virus è sensibile all’alcol e ha pensato bene che bevendo continuamente alcolici non ci si ammala di Covid. Immaginate se fosse davvero così: Il problema coronavirus sarebbe eliminato ma tutti noi dovremmo fare i conti con i danni fisici e psicologici lasciati dall'abuso di queste sostanze che dovremmo ingurgitare in gran quantità ogni giorno: di fatto per strada ci aggireremo in mezzo a un mondo di ubriachi. Virus ko ma cadute a raffica per strada ed economia allo sfracello sarebbero il minimo, senza considera il super lavoro a cui sarebbe chiamato il personale medico che a sua volta però dovrebbe continuamente bere alcol. Lascio a voi le conseguenze.

Altri hanno anche pensato che 'fare un bagno caldo previene il Covid-19'. Certamente non funziona, ma sicuramente è un gesto giornaliero da incoraggiare, a prescindere dal virus. Per gli amanti del sole a tutti i costi ecco la bufala che ci dice che 'basta mettersi al sole pieno per prevenire l’infezione'. Pensate durante l'estate orde di persone che nelle ore più calde della giornata si spogliavano e si esponevano alla forza dei raggi ultravioletti del sole: l'effetto 'Carlo Conti' è garantito, la certezza di evitare di prendere il virus assolutamente no.

Si passa anche alle credenze su altri popoli. Può essere che a qualcuno sia balenata l'idea che 'gli extracomunitari sono immuni all’epidemia grazie al vaccino contro la Tubercolosi' come se la pandemia fosse un fenomeno solo europeo e non mondiale, mah!

Per il capitolo 'medicina alternativa pensaci tu' ecco che c'è chi ha creduto che i trattamenti ayurvedici, per via delle loro capacità fortificanti, fossero in grado di proteggere da eventuali infezioni, così come lo yoga di allenare l'individuo a una corretta respirazione e allontanare i pericoli di contrarre il virus. Peccato non sia così. Si potrebbe spiegare invece in altro modo l'incredibile innamoramento per la corsa degli italiani durante il lockdown della scorsa primavera: il ministero della Salute ha dovuto rispondere che si tratta di una bufala la credenza di alcuni che 'il sudore emesso durante l'attività fisica elimina anche il virus'. Non serve a contrastare il Covid ma una corsa leggera, se lo stato di salute lo permette, male di certo non fa.

Nell'infinito mondo delle bufale del Covid c'è poi anche chi probabilmente si è messo ad applicare la vaselina intorno alle narici nella speranza che il virus, per qualche strana ragione, rimanesse così intrappolato dalla sostanza e di conseguenza impedire la sua inspirazione e l'ingresso nel naso. Il ministero ha comunque catalogato anche questa come bufala. Meglio probabilmente fare altro uso della vaselina.

CLICCANDO QUI POTETE LEGGERE TUTTE LE BUFALE SEGNALATE DAL MINISTERO DELLA SALUTE.

Un lungo elenco di situazioni che lasciano campo all'ilarità ma è sempre bene ricordare di seguire i consigli dei medici e le pagine ufficiali del governo e del ministero della Salute che trattano l'argomento o i canali di informazione ufficiali con testate giornalistiche che affrontano in modo accurato e serio il tema e non credere alle facili soluzioni che girano nel web. Le misure riconosciute a livello mondiale per evitare il pericolo dal contagio del Covid sono sempre le stesse tre: distanziamento fisico, mascherine ben indossate e lavaggio frequente delle mani, questi sì sono fondamentali.

Di Andrea Popolano



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