SPORT

"Per mettere in esercizio gli impianti, ad esempio, occorreranno almeno 15/20 giorni"

Biondi lancia l'allarme sulle piscine pubbliche: "Rischiamo di chiudere"

di Giovanni Porcella

venerdý 08 maggio 2020
Biondi lancia l'allarme sulle piscine pubbliche:

GENOVA - Da oltre un mese il movimento Insieme Si Vince, che riunisce per la prima volta tutti gestori di piscine pubbliche della Liguria e le società sportive che vi sviluppano le proprie attività, è al lavoro per trovare le soluzioni ai numerosi problemi che accompagnano la ripartenza degli impianti.

Il movimento riunisce oltre 300 mila fruitori degli impianti natatori, ecco il grido di allarme lanciato a Primocanale durante Derby in Terrazza da parte di Andrea Biondi portavoce di "Insieme si Vince" verso le istituzioni: “Abbiamo evidenziato 11 punti fondamentali per dare una speranza di sopravvivenza a tutto il nostro mondo che, non dimentichiamolo, conta quasi 6 mila tra dipendenti e collaboratori sportivi, 250 mila tesserati e 400 mila frequentatori, oltre che generare un fatturato annuo di 30 milioni di euro nella sola Liguria - spiega Andrea Biondi - e abbiamo stimato perdite, solo nel 2020, tra i 12 e 15 milioni di euro: semplicemente un disastro economico. Corriamo davvero il rischio di non riaprire più gli impianti natatori pubblici”. 


 "Dalle istituzioni attendiamo di ricevere a breve risposte chiare”, chiarisce Andrea Biondi. “La situazione è drammatica e il fattore tempo ora è quanto mai determinante. Ricordiamo che le strutture gestite dalle nostre Società Sportive sono di proprietà pubblica: prima dell’auspicata apertura degli impianti e della conseguente ripresa dell’attività sportiva, è indispensabile quindi un incontro urgente con le pubbliche amministrazioni per rinegoziare i contratti che regolamentano il rapporto, ribadendo la fondamentale funzione sociale delle nostre attività”. Il settore delle piscine ha specificità che sono state dettagliate alle istituzioni.

Per mettere in esercizio gli impianti, ad esempio, occorreranno almeno 15/20 giorni dalla comunicazione delle linee guida. “Non ricevendo risposte concrete – chiude, con preoccupazione, Andrea Biondi - ci vedremo costretti a chiudere"

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