CRONACA

Abbiamo provato tutti insieme a trovare ogni soluzione alternativa

Autostrade, 6 e 7 gennaio 2020: la Liguria in guerra

di Maurizio Rossi

domenica 05 gennaio 2020
Autostrade, 6 e 7 gennaio 2020: la Liguria in guerra

GENOVA - Sento una strana quiete, quell’incombente silenzio prima dell’ultimo attacco. Il nemico ha iniziato a bombardarci il 14 agosto del 2018, sedici mesi fa, abbattendo il Morandi, un’immane tragedia che ha ucciso 43 persone e spezzato Genova e la Liguria in due.

Abbiamo provato tutti insieme a trovare ogni soluzione alternativa per ricucire lo strappo (anche quello dell’anima) e siamo riusciti con immensa fatica a migliorare la situazione giorno dopo giorno. Abbiamo anche avuto, nei primi 12 mesi al comando di Roma, il Generale Toni: trasparente, limpido, corretto, e il suo vice, il grande Edo, ligure di ferro, che hanno facilitato e non poco il dialogo con i nostri uomini operativi in prima linea: il comandante provinciale Bucc e il comandante regionale Giova.

Non ci saremmo mai aspettati una nuova pesante offensiva proprio nel periodo natalizio, un attacco davvero duro e scientifico a tutte le altre vie di comunicazioni del territorio: Sulla Savona Torino, detta A6, è stato bombardato un viadotto che ha ridotto il transito ad una sola corsia di marcia, per fortuna senza vittime. Sulla Voltri Alessandria, altrimenti conosciuta come A 26, l’obbiettivo sensibile è stato una galleria. Anche qui, il conseguente crollo, miracolosamente, non ha contato morti né feriti, ma si è trattato, appunto, di un miracolo.

L’uno due che ci è stato assestato ha avuto esiti devastanti, e ora abbiamo ben 3 collegamenti verso il nord dimezzati, ma non basta! Su tutta la rete autostradale si scopre che ogni paratia a difesa dei nostri concittadini (vedi ad esempio le barriere antirumore) è pericolante, e questo comporta la necessità di chiudere numerose corsie su gran parte della viabilità costiera così come sulla A7 Genova Milano, ultima direttiva verso nord. Ma anche verso levante abbiamo situazioni da verificare su alcuni viadotti strategici, tant’è che improvvisamente si materializzano cantieri che si chiudono dopo qualche giorno, senza quasi mai vedere operai al lavoro. Ci viene il dubbio che i servizi segreti del nemico si siano abilmente infiltrati per boicottare qualsiasi operazione ordinata da Bucc e Giova.

La guerra con Autostrade è nel pieno del suo svolgimento e della sua drammaticità, ma questi giorni di feste, complice anche una pausa di generale rilassatezza, hanno mitigato il vero d-day che a mio giudizio arriverà il 6 e 7 gennaio, quando testeremo, in uscita ed in ingresso dalla regione, l’effettiva capacità’ della rete viaria di sostenere il traffico. Solo allora potremo realmente capire se gli attacchi nemici ci avranno davvero isolati in modo irrimediabile.

Il 6 gennaio avremo l’esodo dalla Liguria verso il nord: un traffico prevalentemente turistico, che resta, nonostante tutto e incomprensibilmente, visti i disagi, il 50% della nostra economia regionale. Quel giorno, i malcapitati turisti tenteranno di tornare a casa attraversando l’Appennino verso la pianura padana, dal Piemonte alla Lombardia. Ad essi si sommeranno molti stranieri che cercheranno di raggiungere i loro freddi Paesi di confine con l’Italia. Quel giorno, se gli attacchi dei nemici avranno finalizzato con successo i loro obbiettivi, si formeranno code inimmaginabili.

Ma non sarà finita! Il 7 gennaio riapriranno le fabbriche, e quindi i traffici container da tutto il nord Italia cercheranno di raggiungere i porti liguri: Genova Sampierdarena, Psa terminale Prà, Savona Vado con il suo nuovo terminal. Decine di migliaia di Tir dovranno scavalcare l’Appennino attraverso vie tutte dimezzate dal nemico, per raggiungere i porti dove scaricare un container, caricarne un altro per ripartire verso nord. Si tratta dell’altro 50 % dell’economia del nostro territorio che coinvolge Autorità di Sistema Portuale, Spedizionieri, Agenti Matittimi, compagnie armatoriali, per un totale di decine di migliaia di dipendenti interessati.

L’attacco, davvero scientifico, e studiato nei minimi dettagli, rischia di eliminarci da diverse attività’ economiche, creare disoccupazione, far fallire società, consigliare altre a trasferirsi altrove. Questa guerra alla Liguria ci costerà’ cifre incalcolabili in perdita di fiducia, di immagine, di potere attrattivo, e fatalmente avvantaggerà sistemi turistici e portuali di altri territori italiani e non solo.

Il 6 e il 7 gennaio accadrà quello che ora possiamo solo immaginare, ma con enormi margini di errore, visto che una situazione del genere non è neppure mai stata ipotizzata. Se andrà come immagino, speriamo almeno che questi due giorni, ormai alle porte, possano far aprire gli occhi a quanti di noi li tengono ancora ostinatamente chiusi, ma più di tutto all’intero sistema del Paese che purtroppo non ci è vicino come lo è stato ai tempi di Toni e Edox.

Primocanale, con i suoi inviati sui campi di battaglia, da sempre in prima linea in ogni conflitto degli ultimi 20 anni, ha deciso di impegnarsi totalmente e senza risparmio di forze. A questo proposito è stato reclutato tutto il personale tecnico e giornalistico, richiamato dai permessi, dalle ferie, da altri impegni. Il piano d’azione prevede presenze con troupe live su ogni avamposto: A6/A7/A10/A12/A26. Tutti i mezzi di trasmissione in diretta saranno sul territorio. Sarà prevista la copertura per l’esodo del 6 gennaio dalle ore 13 alle 23.00 e il 7 gennaio per monitorare l’assalto dei Tir dal nord verso la Liguria dalle 6.30 alle 15.00 e dalle 18.00 alle 21.00. Il nostro piano d’azione è stato già organizzato nei minimi dettagli, ma come si usa fare in situazioni di emergenza, siamo pronti a modificare all’istante ogni disposizione sul territorio qualora vi fossero necessità più delicate da affrontare.

Siamo in guerra! e dunque ci comportiamo e ci organizziamo di conseguenza, valutando le varie opzioni in tempo reale. In diretta cercheremo di far vedere a tutti che cosa accade in Liguria da ogni parte della regione in modo che anche chi, per sua fortuna, non vive direttamente questi gravissimi disagi, non possa far finta di non sapere.

Così facendo ci auguriamo che il nostro contributo dai campi di battaglia riesca a far capire la gravità della situazione e possa aiutare i cittadini, nostri grandi alleati sempre, a mitigare qualche problema e a poter valutare come muoversi, e questo, raccomandiamo, solo e se assolutamente indispensabile. Noi ci siamo e ci saremo sempre a difesa del nostro territorio contro il nemico che sta cercando in ogni modo di isolarci annientando la nostra economia e la nostra immagine verso l’Italia e il Mondo intero.



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