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Lo stadio "Ferraris" versa in condizioni disastrose: infiltrazioni d'acqua e bagni inutilizzabili

Amplificatori a tutto volume per oscurare i cori contro Ferrero, la Sampdoria: "Non c'entriamo"

luned́ 23 settembre 2019
Amplificatori a tutto volume per oscurare i cori contro Ferrero, la Sampdoria:

GENOVA - Infiltrazioni d’acqua dalle pareti, soprattutto in gradinata sud, dove la pioggia e’ caduta abbondantemente addosso ai tifosi, stipati sia nella parte inferiore che in quella superiore. Servizi igienici intasati, sporchi, inutilizzabili, come testimoniano le immagini scattate dalle stesse persone che pagano abbonamenti e biglietti per usufruire di un servizio di quart’ordine. Per non parlare dei soliti tornelli esterni, dove le code per entrare sono ormai una triste abitudine.

Cosi’ si e’ presentato il Ferraris in occasione di Sampdoria-Torino, uno stadio sottoposto a lavori di ristrutturazione ma fatiscente, impresentabile per una partita di serie a. In gradinata sud sono persino comparsi, eccoli cerchiati nella foto, degli amplificatori acustici, secondo la vox populi  installati per coprire con il volume della musica e dello speaker i cori di contestazione a Massimo Ferrero. La Sampdoria specifica di non avere dato mandato ad alcuno di alzare il volume dell'audio in coincidenza con i cori dei tifosi, ma qualcuno li avra’ pure posizionati e la coincidenza e’ risultata sospetta all'orecchio dei tifosi. L’unica, magra consolazione arriva dal manto erboso, che ha retto bene all’impatto con la pioggia. Per il resto l’impianto di marassi si e’ rivelato un disastro. anni di incuria, anche da parte del comune e della societa’ di gestione consorzio stadium, a cui Genoa e Sampdoria, attraverso la Luigi Ferraris srl, hanno garantito di voler rimediare in cambio pero’ di una concessione novantennale, necessaria per ricevere i fondi del credito sportivo.

Ma l’avvio e’ stato completamente sbagliato e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L’anno scorso i tifosi rossoblucerchiati di tribuna superiore erano stati persino sfrattati e veicolati nei distinti con la motivazione che il cantiere sarebbe dovuto partire. Ma cosi’ non e’ stato. E a complicare la situazione, e’ intervenuta anche la crisi finanziaria di pessina costruzioni, ditta a cui erano stati appaltati i lavori.

Insomma, un pasticcio dietro l’altro, sui cui vale la pena riflettere in maniera seria e approfondita da parte di tutti i soggetti coinvolti. Mentre a noi corre l’obbligo di vigiliare nel nome dei cittadini.

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