CRONACA

Suonano i sensori che monitorano lo smottamento

A6, si muove la frana: chiusa l'autostrada tra Savona e Altare. Signorini: "Così non si può andare avanti"

domenica 01 dicembre 2019



SAVONA - E' stata chiusa nuovamente l'autostrada A6 tra Savona e Altare. I sensori della frana avvenuta domenica scorsa hanno rilevato alcuni lmovimenti, quindi il tratto tra Altare e Savona è stato di nuovo chiuso per motivi precauzionali. A questo punto l'unica strada che collega il savonese con il Piemonte è la strada del Col di Cadibona. Il tratto è stato riaperto intorno alle 5.30 di lunedì 2 dicembre così comunicato da Autostrada dei Fiori. 

L'A6 era già rimasta chiusa dal 24 al 29 novembre a causa della frana che ha fatto crollare il viadotto Madonna del Monte lungo la scarreggiata Nord. Dopo le verifiche del caso l'autostrada nel tratto è stata aperta con un doppio senso lungo la carreggiata Sud. Protezione civile e prefettura hanno messo a punto un sistema di monitoraggio della situazione. Nel punto della frana sono stati montati specifici sensori in grado di rilevare eventuali movimenti del costone franato la settimana scorsa.    

L'ALLARME DEL PRESIDENTE DEL PORTO -  "La situazione è quasi allarmante. A fronte del crollo del viadotto sulla A6 e delle limitazioni sulla A26 abbiamo stabilito un programma specifico. Oggi si è verificato uno dei due presupposti. L'autostrada non aprirà nelle migliori delle ipotesi lunedì mattina" così il presidente dell'Autorità di sistema del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini commenta la situazione che si è venuta a creare dopo la chiusura della A6. Signorini precisa ancora: "Con questo modello gestionale non possiamo andare avanti. E' un modello che tutela la salute dei cittadini e questa attenzione non va abbassata di un centimetro, ma vanno protetti anche gli interessi commerciali ed economici dei più importanti scali portuali italiani. Ho chiesto al governatore Toti e ai sindaci di Genova, Savona e Vado Ligure la valutazione di un piano gestionale che deve essere molto rafforzato, dobbiamo prevedere un piano di comunicazione estremamente chiaro per affrontare questa situazione".

CONFINDUSTRIA SAVONA - Alessandro Berta, direttore Confindustria Savona entra nel tema e mostra tutta la sua preoccupazione per la situazione che si sta venedno a creare: "Non siamo usciti da emergenza, prima eravamo isolati, ora siamo in emergenza. Il problema vero è che noi abbiamo un importante traffico merci, ma abbiamo anche tremila tir che si muovono per la Val Bormida. Con la A26 a mezzo servizio tutta questa situazione resta un problema gigantesco. Fino a quando non verranno fatti gli interventi sulla A6, piani alternativi non ce ne sono e bisogna sperare che il Col di Cadibona regga l'aumento di traffico. Genova e Savona fanno una buona parte dell'economia italiana. Abbiamo strade e autostrade che hanno 50 anni e in generale un ritardo infrastrutturale. Non so se il problema è stato percepito a Roma, non è un problema della Liguria ma dell'intero Paese. Con questa situazione infrastrutturale vedo difficile la situazione anche per la questione legata alla piattaforma di Vado. E' una situazione critica. Così rischiamo che buona parte del traffico andrà verso Rotteredam o Amburgo".

GLI SPEDIZIONIERI - Sulla stessa linea che Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto: "Non sono notizie positive, la sicurezza va sempre prima di tutto. Non c'è dubbio che la Liguria con i suoi porti vivono con apprensione la situazione. Avremo una chiusura di anno negativa. Noi come operatori stiamo lavorando intensamente per ridurre i disagi. non c'è dubbio che questi continui stop end go, peraltro prevedibili visto le carenze infrastrutturali, lascino un po' preoccupati gli operatori. Abbiamo dato la disponibilità a una operatività h24 in modo anche da aiutare e razionalizzare la circolazione dei mezzi pesanti soprattutto nelle ore di maggior impatto per la viabilità urbana".

AUTOSTRASPORTATORI - Anche il mondo degli autotrasportatori mostra tutta la sua preoccupazione per una situazione che rischia di verificarsi più volte nei prossimi mesi, almeno fino a quando il viadotto crollato non verra ricostruito. Giuseppe Tagnocchetti, coordinatore Liguria Trasportounito spiega: "Abbiamo una perdita di produttività enorme. La A6 è fondamentale anche per Genova e i collegamenti con Val Bormida e Piemonte per quanto riguarda il trasporto delle merci. Il 30% del traffico che percorre la A26 è di trasportatori esteri. In questo momento con code di 6-7 km non possiamo permetterci di far passare mezzi che non sono diretti a Genova e nei nostri porti. Abbiamo chiesto che questi vengano dirottati. Discuteremo in settimana le misure possibili per cercare di tenere i volumi sui nostri porti".

LE STRADE ALTERNATIVE - "A seguito della chiusura della A6 per avvenuto superamento dei riferimenti del sistema di sicurezza sul movimento franoso, la sp 29 del Colle di Cadibona al momento risulta l'unico collegamento diretto A10 Savona Valbormida Piemonte". Lo rende noto la Provincia di Savona sui propri social. "Dalle 22 con la riapertura al traffico pesante, si raccomanda massima attenzione per possibili sovraccarichi di traffico. Si consiglia proseguire per A10 e A26 peril traffico pesante. In questo contesto purtroppo, e malgrado l'impegno di tutti alcuni disagi continuano ad essere inevitabili". Per il presidente della provincia, Pierangelo Olivieri, si tratta di "una super-precauzione, aspettiamo domani mattina confidando nella riapertura". 

Viste le difficoltà dei giorni scorsi, il potenziamento del trasporto ferroviario, che sulla tratta da San Giuseppe di Cairo verso la costa è ancora su un unico binario: il primo treno del mattino che scende dalla Valbormida verso Savona è stato infatti dotato di 900 posti invece che dei soliti 300, con assistenza sia a bordo dei convogli che e a terra. Non circolano invece i treni via Ferrania.

I MOTIVI DELLA CHIUSURA DELLA A6 - "Piove dalle 8 di questa mattina (domenica 1 dicembre ndr) e, dopo pranzo, abbiamo notato dei piccoli movimenti che, col perdurare della pioggia, intorno alle 15:30-16, hanno fatto scattare la chiusura come previsto da protocollo", spiega Luca Ferraris, ingegnere della Fondazione Cima (Centro di competenza di Protezione civile, ndr) dopo la chiusura della carreggiata sud della A6. "Se non avessimo avuto i sensori, avremmo dovuto chiudere questa mattina mentre, grazie al puntuale sistema di monitoraggio che ci consegna in tempo reale i dati di pioggia e movimenti franosi, abbiamo guadagnato 8 ore di scorrimento in autostrada". Ad essersi mossa, spiega l'ingegnere, è una "porzione di frana che si muove a velocità importanti e che potrebbe provocare un piccolo effetto domino". La frana "si comporta come una spugna: comincia a cedere quando si riempie d'acqua. E lì piove da questa mattina", ha concluso Ferraris.

AUTOSTRADA A26 - Si muove anche una grossa frana che si è verificata sulle alture di Genova Voltri, nella zona di Fabbriche, all'altezza di via Costa d'Erca. Sul posto i vigili del fuoco che monitorano la situazione. Nessuna riperrcussione per quanto riagurada la viabilità della autostrada. Sulla Liguria è in vigore l'allerta gialla per rischio idogeologico (LEGGI QUI).

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