Cultura e spettacolo

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E' stato per molti anni anchorman della nostra emittente
1 minuto e 42 secondi di lettura
di Dario Vassallo
Vittorio Sirianni

Ci sono vite che non si misurano in anni, ma in tracce. Tracce lasciate nelle persone, nei gesti, nel lavoro. Vittorio Sirianni, un vero pilastro del giornalismo ligure che ha attraversato decenni di storia della comunicazione, oggi compie 90 anni e sono numerosissime ed enormi le tracce che ha lasciato un po' ovunque ma soprattutto a Primocanale che è stata per molto tempo la sua casa professionale.

Ha 'acceso' la televisione genovese

Dopo aver iniziato la propria carriera come giornalista nella carta stampata, tra il Giornale e il Corriere mercantile, a metà degli anni Settanta entra nel mondo della tv che sostanzialmente non lascerà mai più. Anzi, si potrebbe dire che è stato lui ad aver in qualche modo 'acceso' la televisione genovese dove nel corso del tempo ha raccontato la città, la regione, la società e lo sport con grandi intuizioni e voglia di sperimentare dividendosi fra talk politici, programmi culturali, intrattenimento, satira e interviste. A Primocanale trasmissioni come Controsalotto, Progetto Genova, Panchina cabaret, La valigetta del dottore e Peccati hanno segnato un'epoca.

Un uomo sempre protagonista

Novant’anni è un numero che incute rispetto, che parla di strade percorse, tempeste superate, entusiasmi inseguiti. Vittorio non è stato il giornalista “di un’epoca” ma un uomo che si è adattato e ha guidato l’evoluzione dei mezzi restando sempre presente, sempre protagonista. Una forza, la sua, fatta di storie raccontate con affetto, di legami con le persone, di un linguaggio spontaneo e accessibile a tutti. Con la sua ironia è riuscito a rendere il giornalismo un fatto di casa capace di far sorridere, pensare e discutere, con leggerezza e humor.

Gentilezza e ironia

Chiunque lo abbia incontrato e conosciuto non ha potuto non lasciarsi toccare dalla sua gentilezza, dalla sua levità, da un modo di essere che non aveva bisogno di grandi parole. E in tutti noi, credo, c'è riconoscenza per gli insegnamenti silenziosi, le risate, la serenità con cui ha saputo affrontare il proprio lavoro e il rapporto con gli altri. Così questa ricorrenza non è soltanto una festa. È un omaggio. E soprattutto un grazie. Buon compleanno, Vittorio.

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