Cronaca

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La donna ferita con forbici dal marito si era gettata dal balcone per salvarsi, ma il giudice cambia il reato
1 minuto e 54 secondi di lettura
di Alessandra Boero
La donna è uscita dalla finestra a Ventimiglia per sfuggire alla violenzaIl luogo del tentato femminicidio

Da tentato femminicidio a tentato omicidio. È qui il punto di rottura, il cambio di passo che sorprende e fa discutere, maturato nelle ultime ore nell’inchiesta che vede indagato un uomo di 65 anni, residente a Ventimiglia, accusato di aver aggredito la moglie, una donna brasiliana di 44 anni, ferendola con un paio di forbici.

La modifica dell’imputazione in udienza di garanzia

Una modifica dell’imputazione, arrivata dopo l’interrogatorio di garanzia celebrato oggi davanti al giudice Botti. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere, assistito dal suo legale di fiducia, l’avvocato Alberto Pezzini. Tre ore di camera di consiglio , fitte, riservate, fino all’epilogo inatteso: il reato contestato cambia volto e apre scenari nuovi, e inevitabilmente controversi.

La ricostruzione dei fatti secondo i carabinieri

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, anche grazie alle dichiarazioni dei vicini di casa, testimoni oculari ,l’uomo avrebbe minacciato di morte la compagna, dirigendosi in cucina per prendere un coltello. Una minaccia che arriva dopo l’aggressione, con la donna già ferita al volto. È in quel momento, stando agli atti, che la vittima avrebbe compiuto un gesto estremo: buttarsi dal terrazzo per sfuggire alla violenza. Un volo di tre, forse quattro metri. Una scelta disperata per salvarsi.

Le condizioni della donna e il ricovero

La donna è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Non è in pericolo di vita, ma il quadro clinico resta serio: a breve sarà sottoposta a un intervento chirurgico alla colonna vertebrale. Ferite fisiche, ma anche ferite che non si leggono nelle cartelle cliniche.

Le motivazioni della decisione del giudice

A pesare sulla decisione del giudice sarebbe stata una condizione familiare contenente elementi che avrebbero indotto a modificare l’impianto accusatorio. Una scelta che va controcorrente, soprattutto in un periodo storico in cui la violenza sulle donne è quotidiana cronaca e il legislatore spinge verso un riconoscimento sempre più netto del movente di genere.

La linea difensiva e gli sviluppi attesi

La strategia difensiva punta ora a una possibile chiusura del procedimento con una condanna per lesioni gravi. Resta intanto un dato chiarito: il figlio maggiore della coppia, 17 anni, non era presente durante la violenza, contrariamente a quanto inizialmente ipotizzato.

L’uomo è stato ricondotto nel carcere di Valle Armea. Un dettaglio: non ha chiesto notizie della moglie.

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