
VENTIMIGLIA - Il gip di Roma Tamara De Amicis ha rigettato la richiesta di opposizione del pm Stefania Stefanìa, prorogando le indagini di sei mesi con l'ipotesi di istigazione al suicidio sul caso di Alessio Vinci, il diciottenne di Ventimiglia iscritto al primo anno di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Torino trovato morto la mattina del 18 gennaio 2019 ai piedi di una gru situata all'interno di un cantiere di Porte Maillot, a Parigi.
Secondo il legale di parte civile Sara Dettori, la proroga sarebbe stata concessa per un approfondimento delle consulenze sui dispositivi sia in merito alle connessioni, che alle geolocalizzazioni. Inoltre, è stata accolta la richiesta di consulenza per verificare, sulla base della planimetria, se il punto di impatto con il suolo è compatibile con il luogo da cui si sarebbe lanciato nel vuoto per togliersi la vita. Tra gli altri misteri da chiarire la presenza di alcune ricerche internet e connessioni, con pc e telefonino, avvenute post mortem così come alcune geolocalizzazioni in posti diversi da quelli in cui si trovava. E poi, una serie di ferite di difficile interpretazione, così come sospetto è il fatto che il telefonino trovato nella tasca della vittima non avesse neppure un graffio, malgrado il volo di una quarantina di metri.
"Ci sono connessioni del computer che vanno approfondite - spiega il legale - avvenute in orari in cui Alessio non aveva il pc con sé. Non escludiamo che i suoi dispositivi informatici possano essere stati hackerati".
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