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La vera notizia non è il sostegno al candidato sindaco per Sanremo, Fulvio Fellegara, espresso dal Pd. La vera notizia è che cinque formazioni della Sinistra (Sanremo attiva, Sinistra italiana, Rifondazione comunista, Unione popolare e Verdi) sono confluite in unico soggetto politico, che si chiama Progetto Comune. All’appello della totale unità per un’alternativa al centrodestra mancano una sigla (Sanremo insieme, lo schieramento che fa capo a Daniela Cassini, ex Pci) e i Cinque Stelle. Però un primo passo è stato compiuto.

Che si tratti di un fatto nuovo è testimoniato dalla circostanza che i principali organi di informazione hanno presentato la cosa come la sommatoria di cinque personalità, dietro le quali si stagliano altrettanti movimenti. Attenzione: non sembra esserci “fame di potere”, come spesso la coalizione opposta ha accusato, bensì una divisione di principio (ognuno ritiene che la propria verità sia migliore) che nel tempo ha spinto la Sinistra ai margini, facendole inanellare una sequenza di sconfitte senza eguali.

Stavolta l’esito delle elezioni comunali della primavera prossima potrebbe non essere così scontato. Intanto perché il sindaco uscente Alberto Biancheri, non ricandidabile per legge, avendo esaurito due mandati, ancora non ha chiarito come si schiererà: eletto con i voti del Pd, poi si è avvicinato al governatore ligure Giovanni Toti: resterà con gli ‘arancioni’ o cambierà indirizzo? Inoltre, e anche per questa ragione, il centrodestra al momento è diviso, dunque il centrosinistra sembra volerci almeno provare a rovesciare il pronostico.

La stessa scelta di Fellegara è finalmente in controtendenza rispetto a tanti precedenti in Italia e in Liguria: giovane, ex segretario provinciale della Cgil, indicato con ampio anticipo ed espresso dal Pd, cioè il partito più rilevante dell’opposizione, al netto di tante spaccature interne e conseguenti fughe. Anche ciò costituisce un passo importante.

Anzi, c’è dell’altro. Quello di Sanremo sembra un buon esempio da seguire anche in tutto il resto della Liguria, tanto in vista del voto comunale tanto nella previsione di quello regionale. Primo: una sinistra finalmente unita e capace di fare sintesi delle proprie diversità (e anche se ci fosse necessità di rinunciare a qualcosa ogni componente dovrebbe farlo in piena serenità d’animo). Secondo: dei candidati che conoscono la realtà (è innegabile che a Sanremo Fellegara sia ampiamente connesso con i cittadini e i loro problemi) per il viatico di una partita politica finalmente aperta.

Il centrodestra è autorizzato a toccare ferro, ovviamente nella sua ottica. Tuttavia non c’è alcun dubbio che una contesa vera, incerta e aperta a qualsiasi risultato sia anche un bene per la democrazia. Diciamoci la verità: la coalizione che attualmente governa l’Italia, la Regione Liguria e Genova per adesso ha solo problemi di abbondanza. Sull’altro fronte, invece, i problemi continuano a essere molti. Ma da Sanremo arriva un messaggio chiaro e forte, che per dirla alla Barack Obama suona così: “Yes, we can”.