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L’intellettuale del turno serale (21/24, panino salame Cacciatorino e rucola preparato dal cuoco e consumato a casa), esperto di comunicazione, ex consigliere in Rai, Alberto Contri, non ha sopportato le obiezioni dello scienziato in studio ma incalza strillando, urla, si alza in piedi, sbraita: "Mascalzone, ridicolo". Poi, l'ex corrispondente della tv pubblica, passa alle allusioni personali al giornalista accanto: "Io di lei mi ricordo le note spese!". Alla fine abbandona lo studio furente lanciando per l’aria i suoi preziosissimi appunti copioincollati da Internet.

Volano stracci nelle prime serate televisive nazionali (quelle che iniziano, se va bene, alle 22:40!). I nuovi protagonisti richiamati per alzare l’audience e rivitalizzarlo, sono adesso gli intellettuali, meglio ancora se filosofi o fancazzisti ideologi a gettone. Lo scontro frontale che si è più visto in questi mesi (Sgarbi dove sei?) fa capire la nuova tendenza della tv-spettacolo che si accende sul grande problema della pandemia.

Da una parte invitiamo Matteo Bassetti, Roberto Burioni, Ilaria Capua, e dall’altra, dopo aver esaurito gommisti, bagnini, parrucchiere, chiamiamo intellettuali stanchi e bolsi per dare loro il penultimo quarto d’ora di celebrità (l’ultima spiaggia sarà a Citofonando sul 2, Raidue, con Paola Perego e Simona Ventura e un cartomante bizzarro). Ecco che l’intellettuale del turno serale (panino, Cacciatorino, rucola e Philadelphia) è tornato alla ribalta delle cronache soprattutto perché rappresenta l’area no-vax/no-pass tanto da aver partecipato alla riunione di Torino della cosiddetta “Commissione Dubbio e precauzione” di cui fanno parte, tra gli altri, i filosofi Massimo Cacciari e Giorgio Agamben. Non solo, tra loro c’è anche un peso massimo dei media (privatissimi e pubblici) come il savonese Carletto Freccero che aderisce alla “Commissione”. Mica pizza e fichi.

E così nell’arena gestita da conduttori/trici smarriti da questa nuova ondata di sproloqui isterici, sono scesi gli intellettuali, gli intelligenti per antonomasia, a fare le pulci (non nel senso degli insetti privo di ali) agli scienziati quelli veri, quelli che hanno studiato 30 anni sui libri di Medicina.

Il cortocircuito informativo è a senso unico. Ed è qui che pretendiamo una svolta, un’inversione. Ma perché i virologi non possono controbattere le tesi filosofiche dei vari Cacciari, Agamben, Freccero?
Perché non possiamo trovarli in un bel sonnacchioso pomeriggio domenicale su Raitre, al cospetto del felpato e vellutato Augias, a ribattere alle loro tesi?
Perché Bassetti non si permette di confutare Aristotele a Cacciari?
Perché Capua non si permette di smontare la Critica della ragion pura ad Agamben?
E perché Icardi non si permette di negare la filosofia kantiana tanto cara a Contri?
Mah, non lo so.
Eppure per i professionisti, funamboli delle parole, sarebbe un attimo passare dal no Vax al sì Marx (abbandonando poi infuriati lo studio tv).