Tra le migliaia di manifestanti scesi in piazza a Genova nel giorno dello sciopero generale indetto dal sindacato Usb c'erano anche i vigili del fuoco. Un comparto che in Liguria conta 700 persone operative e pronte a intervenire in caso di ogni necessità. Ma secondo le stime manca un 40% di personale, situazione che sta portando anche alla chiusura di alcuni distaccamenti.
Marcello Sergio, coordinatore regionale Usb, è uno dei vigili del fuoco che ha manifestato a Genova insieme ai colleghi: "Noi ci siamo stati e ci saremo sempre, ci saremo sempre quando ci sono da rivendicare dei diritti sui luoghi di lavoro e nel sociale. Oggi affrontiamo una situazione in questo Paese che presceglie di destinare 140 miliardi di euro nei prossimi quindici anni alla macchina militare invece di destinarli alla ricerca scientifica e sanitaria, invece di destinarli al soccorso, invece di destinarli alla scuola e a tutto quello che rientra nel welfare e noi non lo possiamo accettare, perché questi soldi sottratti a noi e dati alle armi e alle lobby delle armi sono dei soldi sottratti al soccorso e quindi alla sicurezza"
Anche perché a livello sia nazionale che in Liguria si registrano delle problematiche per quanto riguarda il comparto dei vigili del fuoco. "È una situazione che riguarda tutto il territorio nazionale - spiega il vigile del fuoco sindacalista Usb -, in particolar modo quelle regioni che soffrono un grosso disseto idrogeologico che patiscono la chiusura delle sedi perché sono strutturalmente deboli e quando c'è da chiedere soldi, i soldi non arrivano perché vengono stanziati per le armi, e noi questo non lo possiamo accettare" conclude Sergio.
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