
L'appuntamento è per domani, martedì 13 gennaio, alle ore 12 in piazza Matteotti, la motivazione è lanciare un messaggio di solidarietà alle proteste del popolo iraniano contro l'Ayatollah, iniziate il 28 dicembre. Anche a Genova la comunità iraniana scende in piazza per quanto sta accadendo nella capitale Teheran.
Il comunicato:
"Ancora una volta il popolo iraniano sta scendendo in piazza per rivendicare il proprio diritto di autodeterminazione e di libertà dall’oppressione del regime dittatoriale islamico. E, come sempre, il regime risponde con la stessa arma: la violenza e l’isolamento. Da quattro giorni è in corso un blackout quasi totale di Internet (e, in molte aree, anche delle comunicazioni interne), un taglio deliberato per spezzare i legami tra le persone e impedire che il mondo veda.
In questo buio, il regime ha ricominciato a massacrare i manifestanti. Le cifre sono difficili da verificare proprio a causa del blackout, ma le stime più solide parlano già di oltre 500 morti e circa 10.000 arresti. Altre segnalazioni, non ancora verificabili in modo indipendente, indicano numeri molto più alti, nell’ordine di migliaia di vittime.
Per anni il popolo iraniano ha cercato unità e riferimenti politici, mentre ogni oppositore veniva incarcerato o eliminato. Oggi, nei fatti, l’unica alternativa politica visibile capace di aggregare un consenso ampio è Reza Pahlavi: figura controversa, sì, ma ad oggi l’unica in grado di rappresentare una direzione riconoscibile per chi chiede democrazia e laicità.
La comunità iraniana di Genova vuole scendere di nuovo in piazza e fare da eco a chi, in Iran, sta resistendo in prima linea. E questa voce chiede una sola cosa: libertà."
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