Duemila persone a Genova nel pomeriggio del 1 gennaio per la Marcia per la Pace organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio, per celebrare la Giornata mondiale della Pace con un incontro nella basilica della SS Annunziata del Vastato.
Il corteo ha attraversato le vie del centro della città fino a piazza San Lorenzo: in testa i bambini, dietro di loro un movimento di cittadini italiani e immigrati provenienti da tutti i quartieri della città con i nomi di tutti i paesi - più di cinquanta - coinvolti in guerre e conflitti armati.
Anche i più anziani hanno seguito la marcia seduti su un piccolo trenino cantando e urlando il loro no alla guerra. Al centro della giornata, che è iniziata nella basilica dell'Annunziata con il concerto del Coro delle voci bianche dell'Opera Carlo Felice di Genova, le parole del messaggio di papa Leone XIV Andrea Chiappori, il responsabile della Comunità di Sant'Egidio in Liguria ne ha parlato come di "parole semplici e controcorrente" e ha ricordato la mentalità bellicista che pervade il mondo: "come dice papa Leone - ha detto Chiappori - le persone pronte a spendersi per la pace non sono poche ma un grande senso di impotenza le pervade. Credere nella pace vuol dire dare forza a questo sentimento, partire dal disarmo degli arsenali e degli spiriti, attraverso l'amore, l'incontro e la capacità di dialogo".

Durante l'incontro ha portato la sua testimonianza Gabriella Bortolot, che fa parte di Sant'Egidio che, dopo la fine del lungo conflitto in Repubblica Centrafricana, sta seguendo il lavoro per la pace e il supporto medico e sanitario. Dall'Ucraina si è collegata Olga Makar, giovane madre volontaria della Comunità.
Il vescovo Marco Tasca ha contestato la frase "se vuoi la pace, prepara guerra" perché, ha spiegato "anche se descrive bene la mentalità di oggi, noi dobbiamo contestarla: dobbiamo innanzitutto preparare la pace". Al termine, in Cattedrale il vescovo ha presieduto la messa nella solennità di Maria SS. Madre di Dio e per la 57^ Giornata Mondiale della Pace
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