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Attualità

1 minuto e 52 secondi di lettura
di Andrea Popolano

Lo scenario emerso dopo l'incontro al ministero del Made in Italy a Roma lascia nubi fosche sul futuro dell'ex Ilva di Genova Cornigliano. Il piano comunicato dal governo, in attesa di nuovi investitori, evidenzia un ridimensionamento: resta la produzione della latta ma si taglia di 200mila tonnellate quella dello zincata che va invece a Novi Ligure. Un piano che prevede su Genova 585 lavoratori operativi e 70 impegnati in formazione. Una comunicazione che non lascia tranquilli lavoratori e sindacati che questo lunedì si rivedranno davanti allo stabilimento di Cornigliano per decidere cosa fare. Probabile, se non quasi certa, una nuova mobilitazione per far sentire forte il disappunto per come il governo sta gestendo la partita della siderurgia. Possibile corteo e nuovi blocchi in città così avvenuto tra il 19 e 20 novembre con il presidio in piazza Savio.

A Genova lavoratori preoccupati

Il cosiddetto "ciclo corto", rassicurano fonti vicine all'esecutivo, dovrebbe avere una durata limitata all'inizio dell'anno con il conseguente calo di produzione proprio a Genova. Ma il timore di chi lavora a Cornigliano è che poi tutto resti congelato lasciando nel lungo periodo la doppia riduzione: di produzione e lavoratori. Infatti le incertezze su eventuali investitori e sui loro piani di sviluppo non lasciano dormire sogni tranquilli. Da Cornigliano arriva l'appello a rifornire lo stabilimento di rotoli d'acciaio, anche a costo di comprarli non da Taranto ma da altri siti, anche dall'estero.Già oggi infatti, spiega chi lavora all'ex Ilva, lo stabilimento opera sotto regime. In questo 2025 sono già state lavorate 100mila tonnellate di latta con ordini anche per il prossimo anno, valori superiori di più del 20% rispetto al 2024.

A Genova pronta la nuova mobilitazione

A Taranto la questione è ancora più intricata e lo scenario che si prefigura per i lavoratori, se possibile, ancora più scuro. "Bisognerebbe avere il coraggio di dire che l'ex Ilva è chiusa, che non c'è più" afferma senza giri di parole il segretario nazionale della Uil Pierpaolo Bombardieri che a questo punto chiede di aprire una discussione su come gestire i 12mila lavoratori di Acciaierie d'Italia. "Dagli elementi che abbiamo oggi non vediamo un piano industriale di prospettiva sulla filiera dell'acciaio nell'ambito dell'ex Ilva" ha spiegato a Primocanale il consigliere delegato allo Sviluppo economico Alessio Piana. Intanto Genova è pronta a nuove giornate di mobilitazione.

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