Cronaca

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Fra dieci giorni Beppe Costa, presidente dei terminalisti genovesi e di Costa Endutainement la società che governa l’Acquario, scioglierà la riserva e dirà se si candida a sindaco di Genova o no. Il Pdl sta facendo un pressing fortissimo sul manager nel tentativo di convincerlo a mettersi a capo di una lista civica che verrebbe “appoggiata” anche dal centrodestra, ma Costa (“un pressing eccessivo potrebbe essere controproducente” avverte) sta valutando l’impatto che una sua candidatura potrebbe avere sulle numerose aziende che il manager genovese guida in questo delicato momento. La candidatura di Beppe Costa leader di una lista civica su cui convergerebbero i voti del pdl che non riesce a trovare un candidato di partito così forte, potrebbe creare non pochi problemi all’altro “indipendente”, il senatore liberale Enrico Musso che ha già da tempo annunciato la discesa in campo alle comunali genovesi del prossimo anno con una sua lista civica. Ora resta da vedere se Costa accetterà e che cosa faranno gli alleati storici del pdl, cioè i leghisti che vorrebbero finalmente un loro uomo in gara contro il candidato del centro sinistra. Uomo che potrebbe essere il consigliere regionale Edoardo Rixi. Con un Costa capolista in un’area di centro-centrodestra che potrebbe in questa ipotesi anche raccogliere consensi dal centrosinistra, proprio per l’indipendenza del personaggio, potrebbe essere più facile convincere l’Udc che non appoggerà la Vincenzi stando a quando detto e ridetto dal leader nazionale Casini, a aggiungersi alla alleanza.