Scajola è pronto e il clamoroso scontro ieri a Montecitorio tra l’ex ministro ligure e il coordinatore e ministro An è il segno che siamo alla vigilia di una mossa molto pericolosa per Berlusconi, a meno che il presidente del Consiglio non si decida a scompigliare le carte del Pdl.
Scajola sbotta e dice: non morirò fascista. Raduna una cinquantina di forzitialiani della prima ora che la pensano come lui. La Russa non può fare il ministro e l’uomo del partito.
Quindi? O Berlusconi sistema questa anomalia o…..
O Scajola muove i suoi, che ci sono, sono compatti dalla prima ora, resistono alle blandizie berluscononiane e non vedono l’ora di liberarsi dagli ex An.
Una bella prova di forza all’interno di un Pdl che oggi sembra spaccato e che anche in Liguria sta soffrendo questa divaricazione.
Lo si vede, per esempio, nella identificazione di un candidato del centro destra per le comunali del 2012.
Lo scajoliano Vinai avrebbe parecchie chance ma diventa un pericolo interno. Perché? Beh perché se si candidasse e se perdesse metterebbe una ipoteca sulle prossime elezioni nazionali: per un sindaco mancato ci dovrebbe essere un posto sicuro in parlamento come è avvenuto per Musso. E allora, chi verrebbe silurato degli attuali parlamentari azzurri?
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