Cronaca

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Una presenza molto significativa dei metaboliti della cocaina. Roberto Savi, consulente di parte per il pubblico ministero Marco Airoldi, si esprime così sulle analisi compiute a Giovanni Antonio Rasero e Katherina Mathas la sera dopo la notte del delitto del piccolo Alessandro, il bimbo di 8 mesi ucciso nel residence di Nervi nel marzo scorso.   In corte d'Assise al palazzo di Giustizia di Genova è stata la giornata dei periti. Non prima però di aver ascoltato il teste assente ingiustificato nella passata udienza. Giovanni Copello, collega di Rasero, ha raccontato di aver incontrato l'uomo, unico imputato per l’omicidio, la sera prima del delitto a Portofino. Il medico legale Francesco Ventura, che ha eseguito l’autopsia, è  entrato nel dettaglio. Sul morso al piedino del piccolo Ale difficile dire se è stato fatto prima o dopo il decesso, certe sono le “gravi lesioni cranioencefaliche provocate da uno o più corpi contudenti”. Due colpi, poi il piccolo Alessandro entra in coma e meno di mezz’ora dopo arriva il decesso. Dunque sono le lesioni alla testa che risultano fatali, ma non si riesce a fare chiarezza su quali siano i corpi contundenti contro i quali il bimbo viene sbattuto. Dal perito che ha compiuto gli accertamenti sul Dna della saliva sul piedino arriva invece una conferma: "E' dell'imputato". E il processo prosegue con l’imputato che prende appunti e si confronta continuamente con i suoi legali.