A capo dell'associazione per delinquere finalizzata a regolarizzare immigrati clandestini, ci sarebbe Antonio Albano, 55 anni, originario di Reggio Calabria, ma residente a Genova (già agli arresti a seguito di un'inchiesta per traffico di droga, colpito da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere). Complici dell'uomo e già in carcere, un commercialista genovese di 49 anni, con studio nel quartiere di Rivarolo, Giuseppe Vinci che si occupava materialmente dei documenti falsi, e tre extracomunitari: un cinese, Changjin Huang, di 41 anni, titolare di un esercizio commerciale in via Rolando a Genova; un egiziano di 45, Nayyer Farid Ali El Seidi titolare di un ristoro kebab in piazza Caricamento; ed un tunisino di 34 anni, Ben Lazhar Ridha Chihaoui, proprietario di un distributore di carburante. Questi, invece, si occupavano di 'reclutare' gli immigrati in cerca di regolarizzazione. Questi sono i dati emersi dalla conferenza stampa tenutasi questa mattina dal dirigente della squadra mobile Gaetano Bonaccorso. Agli arresti domiciliari, invece, Salvatore Vitale, di 27 anni, originario di Comiso (Ragusa), ma residente a Genova e Saverio Di Vuono, di 33 anni, che avevano il compito di trovare datori di lavoro compiacenti. Mentre per una donna tunisina di 45 anni, che avrebbe occasionalmente contattato immigrati da portare all'organizzazione, è scattato il divieto di dimora a Genova. Secondo quanto accertato dalla polizia, l'attività del gruppo andava avanti dal maggio 2009 e sarebbero una cinquantina gli immigrati regolarizzati dall'organizzazione. In tutto sono 27 le persone indagate.
Cronaca
Regolarizzavano clandestini con documenti falsi (2)
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