Nuova spaccatura tra le organizzazioni sindacali del Carlo Felice di Genova: questa mattina era in programma l'assemblea generale dei lavoratori, ma la Cgil denuncia di essere stata "esclusa a priori" dalle altre sigle sindacali. "Questi comportamenti settari, mantenuti sul territorio - si legge in una nota della segreteria Slc Cgil - ostacolano una trattativa che necessita di un confronto sindacale serio e responsabile. La situazione coinvolge tutti i lavoratori del teatro e indirettamente la città nel progetto di tenuta e rilancio del Carlo Felice. Riteniamo queste azioni negative e in sintonia alla strategia che vorrebbe accompagnare all’autodistruzione le fondazioni lirico sinfoniche". La Cgil sarebbe stata esclusa dall'incontro, dopo essersi espressa possibilista rispetto all'ipotesi di cassa integrazione in deroga. "Un'esclusione inaccettabile - si legge ancora nella nota - soprattutto in un momento in cui sarebbe necessario marciare in modo unito, cercando proprio di smorzare le polemiche e non di alimentarle". "Non ci faremo intimidire da atteggiamenti vessatori - conclude il documento - volti a limitare la possibilità per la nostra organizzazione sindacale di svolgere al meglio la propria azione di tutela dei lavoratori e a sostegno di un teatro al quale la città non può e non deve rinunciare".
Politica
Carlo Felice, tensione tra sindacati: Cgil esclusa dall'assemblea
1 minuto e 3 secondi di lettura
Ultime notizie
-
Biossido d'azoto, il porto di Genova quasi come la Pianura Padana. L'esperto: "Colpa del fumo dalle navi"
- Sampdoria, è arrivato Viti a Genova. E Palma si allena a Bogliasco
- Fallimento Aspera, Amirfeiz patteggerà due anni
- Centrodestra critica la mozione sui presidi fissi della Polizia Locale in Valbisagno
-
Primogiornale - L'edizione on demand del 14 gennaio 2026
- Processo Nada Cella, è attesa per la sentenza. Domani Primocanale in diretta
13° C
LIVE
IL COMMENTO
-
Matteo Angeli
Mercoledì 14 Gennaio 2026
-
Luigi Leone
Lunedì 12 Gennaio 2026
leggi tutti i commentiQuando la protesta è scomoda: sull’Iran la sinistra resta in silenzio
Salis, le primarie divisive e l’obbligo della coerenza