La riforma del sistema portuale, basata su 16 articoli, non comprenderà l'autonomia finanziaria. L'indiscrezione è stata pubblicata dal quotidiano La Repubblica. Il testo della legge, che sarà sottoposto all’approvazione da parte del consiglio dei ministri, non prevede la possibilità per gli scali di reinvestire sul territorio il 5% di quanto raccolto sottoforma di Iva e accise per conto dell’erario. Tra le novità, invece, il fatto che il presidente dell’Autorità portuale non sarà più scelto con il sistema della terna, ma sarà nominato dal presidente della Regione di concerto con il ministro dei Trasporti.
Cronaca
Porto, niente autonomia finanziaria
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