Politica

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La scelta dei prossimi candidati liguri del Pdl alle elezioni amministrative e europee (e anche alle regionali del 2010) ha dimostrato ancora una volta che la “ricetta Scajola” funziona. Il ministro ha azzeccato la formula a partire dalla prima scelta di Biasotti contro Mori e poi di seguito fino al risultato sorprendente di Enrico Musso contro Marta Vincenzi. Primarie inutili, insomma, perché troppo larghe e incontrollabili. Consultazione degli amministratori di ogni livello, invece, più produttiva e meno rischiosa. Quindi Scajola conferma Biasotti, ma lancia a sorpresa Musso in Europa. Questa mossa, visto che il neo-candidato ha dichiarato a Primocanale di obbedire contro voglia, si presta a due interpretazioni. La prima, riportata anche dai quotidiani locali, che sia stato scelto Musso “per bruciarlo”. Cioè, come spiega lo stesso Musso, essendo inviso ai dirigenti locali verrebbe dirottato a Bruxelles (sempre che ci riesca, e ci sono ottime probabilità) per toglierlo di mezzo. L’altra che Musso sia stato individuato perché è l’unico personaggio che ha una specifica preparazione tecnico-politica (trasporti, economia, marittimo) e che avrebbe buone chances per riscuotere consensi nell’area Liguria- Piemonte-Valle d’Aosta. Non sono nella testa del ministro, ma credo che se la scelta di Musso fosse davvero fatta per liquidarlo, sarebbe una sciocchezza. E Scajola è troppo abile per ridursi a questi sistemi provinciali. Musso è certamente un “indipendente” cioè un signore che ragiona con la sua testa, ma è una bella testa pensante e il Pdl ha bisogno anche di teste pensanti. Probabilmente la candidatura di Musso è ancora tutta la definire. Ma credo che Scajola non abbia nessuna intenzione di gettare alle ortiche un personaggio che potrebbe essere veramente vincente nei progetti futuri del centrodestra. Anche considerando che la Liguria non ha questa grande scuola politica (sia a destra che a sinistra) di amministratori di primo piano. E quando capita un’occasione è un peccato farla scappare.