cronaca

Renato Scapusi straziò Clara Ceccarelli con oltre cento coltellate: per il pm è sano di mente
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Un coltello sparito poche ore prima da una yogurteria compatibile con quello usato dal killer potrebbe dimostrare che il femminicidio di via Colombo è stato premeditato e fare condannare all'ergastolo l'assassino di Clara Ceccarelli.

E' emerso dalla seconda udienza del delitto celebrata oggi davanti alla corte di assise di Genova in cui sono stati ascoltati alcuni testimoni del fatto e i poliziotti delle volanti, della scientifica e della sezione omicidi della mobile.

Alla sbarra Renato Scapusi, l'uomo di 59 anni che il 19 febbraio scorso ha ucciso con oltre cento coltellate la ex compagna Clara Ceccarelli nel suo negozio di pantofole in via Colombo, nel pieno centro a Genova.

Scapusi è accusato di omicidio premeditato aggravato dalla crudeltà e dal vincolo affettivo. L'uomo aveva riferito di essere andato nel negozio per parlare e che poi era stato colto da uno scatto d'ira e di avere afferrato un coltello e colpito la donna: l'arma però non è mai stata rinvenuta. Le ferite riscontrate sulla donna sono compatibili con il coltello sparito dal negozio e usato dal titolare per tagliare la frutta: Scapusi era stato nella yougurteria e anche nel retro del negozio. Poi il negoziante si era accorto della sparizione del coltello.

Per evitare il carcere a vita o una condanna a trent'anni a Scapusi il suo legale, Stefano Bertone, potrebbe chiedere lo stato di infermità mentale: ipotesi però già esclusa dal perito del pm Giovanni Arena per cui l'uomo è in grado di intendere e volere.

L'avvocato dell'assassino oltre a sostenere come non vi fosse premeditazione e nemmeno crudeltà aveva riferito che Scapusi prima dell'omicidio era stato dimesso con una terapia a base di psicofarmaci, quindi c'era un disturbo psicotico in atto.

Schiavo del gioco e disoccupato, Scapusi quel pomeriggio andò nel negozio di Clara, la spinse contro un muro e l'accoltellò con un centinaio di fendenti. Poi scappò. Venne ritrovato dagli agenti delle volanti dopo diverse ore di ricerche mentre cercava di suicidarsi gettandosi da un muro nei pressi dell'ospedale Galliera.

La donna, che in una prima fase della relazione lo aveva aiutato anche economicamente, lo aveva poi lasciato a causa dei suoi problemi con il gioco. Per questo lui la riteneva responsabile della sua rovina.

Nella prossima udienza ci saranno le relazioni dei consulenti di parte e del medico legale.
Poi toccherà alla richiesta di condanna del pm Arena, quindi entro qualche settimane potrebbe essere emessa la sentenza della Corte d'Assise di Genova presieduta dal giudice Massimo Cusatti.

Nelle scorse settimane Scapusi, che in aula è apparso dimagrito e provato, con lo sguardo assente, aveva provato a togliersi la vita nel centro clinico del carcere di Marassi dove è detenuto. Per uccidersi aveva cercato di ingoiare alcuni stracci e la mascherina: ma gli agenti della polizia penitenziaria lo avevano bloccato e poi soccorso.