cronaca

Parla Bucci a casa dalla caduta: "Genova dopo il virus sarà una città sparsa..."
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Sei costole rotte lo costringono a dormire su una sedia inclinata. Poi c’è una maledetta vertebra da tenere ferma con un ingombrante collare. Così, bloccato dai postumi di un fastidioso infortunio casalingo, il sindaco di Genova, Marco Bucci, credo vorrebbe esplodere…. Invece si trattiene, riesce anche a sorridere e a rispondere alle domande di Primocanale, davanti al pc e utilizzando Skype. Lo fa tra una riunione virtuale e l’altra. “Comincio alle 7 del mattino…” sibila. Nessuno lo mette in dubbio. E quando lo stuzzico chiedendogli se ha perso almeno la voglia di urlare che gli ha fatto guadagnare il nome del Scindacu cu cria…, rispedisce al mittente la domanda impertinente. “Urlo se possibile più di prima. Quelli che hanno il mio carattere quando sono lontani urlano ancora di più “.


Signor sindaco come  immagina Genova dopo la pandemia?  E’ evidente che dovrà cambiare e anche noi cambieremo modo di vita.

“Intanto come immagino i genovesi. Dovremo stare tutti più attenti agli assembramenti. Ma fortunatamente viviamo in una città con un’alta qualità della vita, con mare e monti. In più molti non genovesi hanno deciso di venire a vivere a Genova temporaneamente, perché lo smart work è meglio farlo qui che nella pianura padana e mi aspetto che in futuro avremo tanti nuovi cittadini che verranno a vivere qui, perché lavorare da qui è molto meglio. Il terzo valico ci aiuterà….. ma so che ora mi parlerete della pessima situazione autostrade. Così proprio non va. Dobbiamo fare una pressante moral suasion sul governo. In ogni caso i prossimi mesi ci offriranno una città diversa, una Genova sparsa, come si dice, non più altamente concentrata, ma ad alta qualità di vita, dove si abita e quando ci si deve muovere per lavoro lo si può fare e bene. Queste saranno le città del futuro. Le grandi concentrazioni oggi vogliono disperdersi e noi siamo la città ideale in questo senso”.


Una città dove si sta molto fuori, una città più verde?

“La Genova urbana ha poco verde, ma il territorio comunale invece comprende le alture e allora noi abbiamo più verde in assoluto, col Righi, il monte Moro, il Fasce. Posti fantastici che appartengono alla città e l’emergenza Covid ce li ha fatti riscoprire. Abbiamo una decina di parchi di prima qualità e sono quelli che dobbiamo tenere a altissimo livello. Sistemeremo Villa Gruber e l’Acquasola con investimenti che stanno aumentando. I nostri dieci parchi diventeranno un esempio. Nel  nuovo Waterfront di Levante ci sarà un grande parco, ci saranno molti alberi e arriveranno fino al faro di Punta Vagno. Piazzale Kennedy diventerà un parco alberato che si allungherà in corso Italia.”


Farete il cinema all’aperto a Villa Gruber?


“Sì. Abbiamo lanciato il bando per il cinema all’aperto. Ci auguriamo che qualcuno partecipi. Assieme a Nervi e Villa Croce”.


E il trasporto pubblico?


“Dobbiamo potenziarlo al massimo includendo anche quello privato. Mettermo più scuolabus che ci hanno aiutato parecchio. Ci verrà un aiuto col green pass, saremo tutti più sicuri con il passaporto. “


Lei è soddisfatto?


“Sono orgoglioso che in questi quattro anni abbiamo cambiato il modo di pensare dei genovesi che ora credono che si possa tornare a essere una grande città europea. Prima non era così”


E’ contento della sua giunta o magari ha in testa di cambiare qualche assessore?


“Sono soddisfatto di tutti. Ma bisogna sempre puntare in alto perché non si è perfetti, sindaco compreso. “


Quindi è diventato buono….non boccia nessuno.


“Nessun cambiamento, ma ci dobbiamo tutti mettere in testa che si deve puntare in alto.”


Fra un anno si ricandiderà? Se sì non teme che possa spuntare un avversario magari dalla sinistra che potrebbe darle del filo da torcere?


“Mi ricandido eccome! Non temo avversari,  ma vorrei che ci fosse. Lo dico sinceramente. Mi aspettavo in questi quattro anni un’opposizione che ci sfida e ci dà delle idee. Ho visto solo una  polemica strumentale e mi auguro invece che la prossima campagna elettorale non sia fatta di mistificazioni e sia strumentale, ma punti sui fatti, sulle idee e su altre  visioni di città diverse e sulla e capacità di ottenere risultati”


Non le pare che l’opposizione, la sinistra, abbia un progetto di città diversa?


“Me lo auguro, ma non l’ho visto. Non c’è un progetto della minoranza che ci dica: fate questo”.


E lei continuerà a fare l’indipendente?


“Indipendente no, ma senza tessera sì. Non la prenderò mai”.


Le piacerebbe fare dieci anni come Cerofolini o Pericu? Intitolerete una strada a Cerofolini?


“Si, mi piacerebbe e se mi ricandido è per questo. La proposta di intitolare una strada al sindaco Cerofolini è intelligente. Cerofolini era amato in città, ha suscitato sentimenti positivi e ha fatto un sacco di cose”.


I diciottenni hanno dato l’assalto alle vaccinazioni rifiutate dai sessantenni. Hanno fatto bene o anche i sessantenni avevano le loro buone ragioni di respingere Astrazeneca?


“I diciottenni sono stati bravissimi!  E’ ancora una volta l’esempio che le future generazioni sono sempre migliori. Hanno dimostrato che cosa vuol dire fidarsi. Cosìci aspetta un futuro migliore. Che arriva se ce lo prendiamo e loro lo hanno fatto. Bellissimo esempio per Genova”.