Qual era il rapporto tra Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, e la famiglia Benetton? Quanto erano coinvolti i membri della famiglia azionista di maggioranza di Aspi nelle decisioni quotidiane? Molto, a giudicare dal contenuto di una telefonata tra l'ex Ad e un consulente di comunicazione, intercettata dagli inquirenti che indagano sulle responsabilità del crollo del ponte Morandi.Nella conversazione Castellucci e il suo interlocutore parlano del discorso di insediamento di Carlo Bertazzo, da poco nominato al vertice di Atlantia: questi ricostruisce il periodo precedente al suo arrivo in modo estremamente duro, raccontando di un "amministratore (Castellucci, ndr) che convinceva in modo importante tutto il Consiglio". Una ricostruzione che l'ex manager smentisce nella conversazione intercettata.
"Tutto quello che ho fatto, l'ho fatto con il Consiglio di Amministrazione. Lui (Bertazzo, ndr) sta riscrivendo la storia perché secondo me sono alla disperazione", dice Castellucci. Che spiega anche il motivo che lo ha spinto a restare in carica nonostante la tragedia del Morandi: mentre il mondo esterno spingeva per le sue dimissioni, dalla famiglia Benetton sarebbe arrivato l'ordine contrario. "E' stato Gilberto (Benetton, ndr) quello che mi ha chiesto di rimanere (...) Insomma, è come volevano gli investitori".
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