cronaca

Dichiarazione scioccante emersa dalle intercettazioni
1 minuto e 49 secondi di lettura
Nell'analisi delle intercettazioni per il crollo di Ponte Morandi emergono testimonianze choc, come quelle dell'uomo che aveva il compito di classificare il rischio del ponte stesso e che ammette di non averlo mai visto dal vivo.


Roberto Salvi, membro operativo del risk management di Autostrade, avrebbe dichiarato il 28 marzo 2019 in una telefonata con il padre: "Io non ci ero mai andato a Genova a vedere questo ponte mi han detto: 'Fai l'analisi dei rischi catastrofali'. E io: ok".


Salvi è sotto pressione, ha appena ricevuto la visita della Guardia di Finanza, che vuole capire con che criteri sia stato redatto il Catalogo dei rischi aziendali di Atlantia. La spiegazione Salvi la dà in diretta al genitore, nel corso di un lungo sfogo: "Mi sono posto il problema e sono andato da quello che si occupa dei ponti. Gli ho chiesto: dov'è che potrebbe avvenire una catastrofe? Lui mi ha aperto il computer e mi ha fatto vedere: 'Ecco, qui'. Finito. È così che è nata". "Ecco qui" è riferito al Morandi.


Il catalogo dei rischi è ritenuto dalla Procura di Genova un documento cruciale perché il rischio, invece di aumentare nel tempo, diminuisce, senza che venga effettuato alcun intervento. Nel 2015 dalla dicitura scompare la causa, il riferimento alle "ritardate manutenzioni". Poi nel 2016 salta via anche il "rischio crollo", sostituito con una più rassicurante "perdita di funzionalità statica del viadotto Polcevera". C'è un ultimo dettaglio, che chiude il cerchio. Il rischio crollo ogni anno, era stato valutato "basso".


In teoria la risposta veniva dai dati forniti da sensori montati sul Morandi. Apparecchi che, come hanno scoperto poi i finanzieri, non esistevano. Erano stati tranciati durante un cantiere da operai di Pavimental, società controllata da Autostrade. E nessuno, da quel momento in poi, li aveva più riattivati.


Mercoledì scorso, 14 aprile, si è conclusa l'udienza stralcio sulle intercettazioni dell'inchiesta sul crollo del ponte e sono state ammesse quasi tutte le 480 intercettazioni depositate dalla procura, questa è una tra quelle. Il giudice ha fissato al 7 ottobre il termine per la trascrizione completa delle conversazioni.