"E' trascorso un anno da quando hanno adottato questi provvedimenti e che cosa è successo? Il collasso totale. Forse cambiare registro è meglio". Non usa giri di parole Marina Geirola, spezzina, leader di Rete partite iva, al termine della manifestazione in piazza di Spagna e a Montecitorio a Roma.Una protesta che ha fatto registrare anche momenti di tensione tra i manifestanti e la polizia: "Ci dissociamo totalmente dagli eccessi - dice Geirola - a volte capita che ci siano degli infiltrati anche laddove le intenzioni sono le migliori".
Resta il fatto che il cosiddetto popolo delle partite iv - ristoratori ma non solo, anche commercianti, artigiani, collaboratori sportivi - è in forte sofferenza. E arrabbiato, sia con l'attuale che con il precedente Governo. "Perché gli autogrill sono aperti - prosegue Geirola - ed i ristoranti no? Gli autobus sono zeppi di persone, affollati. Significa che il virus sceglie dove andare e si accomoda solo al ristorante? Siamo all'assurdo. Se tutti rispettano le regole e vengono dati i ristori, va bene. Ma non è così. E anche chi è aperto, non è che guadagna molto. In giro c'è poca gente. Ma noi gli affitti dobbiamo pagarli. Tutti i mesi ammucchiamo debito e perdite".
Nemmeno il credito di imposta viene incontro agli esercenti: "No - spiega Geirola - perché presuppone che io abbia già i soldi per anticiparli. Ma se non lavoro, come faccio ad incassare? Quando riapriremo, non ci sarà una ripartenza immediata, siamo al collasso, chiuderemo tantissime aziende, molte sono già fallite. Capisco l'emergenza sanitaria, ma qui si sta sacrificando l'economia di un Paese per l'incapacità di trovare soluzioni adeguate".
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