cronaca

Sabato 3 aprile dalle 19.30 la veglia pasquale in diretta dalla cattedrale di San Lorenzo
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Una Pasqua difficile con da una parte il segno della speranza, grazie anche ai vaccini, ma dall'altra la preoccupazione per chi continua a perdere il lavoro e la casa. La necessità di dare risposte come credenti, ma prima ancora come società civile, la solidarietà che sta aiutando a reggere le richieste d'aiuto in costante aumento nelle parrocchie. L'importanza del Porto di Genova e la benedizione dei marittimi la mattina di Pasqua.


Monsignor Marco Tasca, arcivescovo di Genova, parla a Primocanale e lo fa toccando tutti i temi con la sua consueta concretezza francescana che in questi mesi abbiamo imparato a conoscere.


"Io credo che stiamo vivendo questa seconda Pasqua in un momento particolare con un modo di vivere particolare - racconta mons. Tasca - quello che io colgo in questa Pasqua è il segno della speranza sì è vero i vaccini ci sono, ci stiamo vaccinando ma credo che questo sia un modo per guardare dopo il tunnel vedo la ricerca nella speranza di andare avanti ma dall'altra parte credo che dovremmo affrontare cose molto grosse come lavoro e la casa andando in giro incontrando le persone sento che queste due sono le paure più grosse e allora credo che noi siamo chiamati, come società civile e come credenti, a dare delle risposte insieme per affrontare queste due problematiche che sono le più grosse le più urgenti".


Sempre più persone chiedono aiuto alle parrocchie, alle associazioni perchè la crisi li ha messi in ginocchio.
A Natale proprio Tasca aveva auspicato un tavolo con le istituzioni "per prendere provvedimenti prima che la situazione precipiti" (LEGGI QUI) su come stia andando l'arcivescovo usa poche parole "ci sono degli incontri per vedere come trattare le situazioni vedremo".


Ci tiene a sottolineare la solidarietà che vede e incontra: "Singole parrocchie anche mettendosi insieme con altre parrocchie stanno affrontando questa situazione se c'è uno che non ha la casa si mettono insieme e collaborano, questa è la strada per me cioè mettersi insieme, il pensare che possiamo affrontare questa situazione da soli è una pia illusione credo che insieme dobbiamo trovare delle soluzioni che non risolvono tutti i problemi ma affrontano qualche problema ecco credo che il messaggio che mi sembra molto bello è che insieme si possono trovare delle situazioni fattibili e l'impegno personale perché questa pandemia la superiamo solo nella solidarietà".


Continua il calo delle vocazioni e mons. Tasca ammette di pregare e far pregare ogni giorno per questo. "Quello che io vedo e che mi sembra molto urgente è che ogni comunità cristiana si senta responsabile, non è solo il sacerdote, il religioso, la religiosa ma ogni comunità cristiana sappia affrontare con responsabilità e animare con responsabilità questa comunità e credo che questa sia la strada e sia aperta anche ad altre comunità. Nella messa crismale con i sacerdoti dicevo che don Paolo Benvenuto partirà per Cuba qualcuno ha detto ma siamo pochi ma dobbiamo tener presente che noi qui ancora una certa presenza c'è ma in certi paesi la situazione è ancora più difficile e allora bisogna guardare a chi ha più bisogno tra virgolette di noi pensare anche a chi ha esigenze più concrete e molto più radicate".


La mattina di Pasqua il vescovo dalla Capitaneria benedirà i marittimi chi è in sosta chi di passaggio, chi in qualche modo è sospeso metafora di questo periodo. Monsignor Tasca non ha dubbi e lancia un messaggio chiaro al mondo portuale: "Andare la domenica di Pasqua al porto vuol dire benedire una realtà fondamentale per Genova - sottolinea - io da un po' di mesi sono qui e sto scoprendo quanto è importante questa realtà e benedire vuol dire 'dire bene', vuol dire coraggio, forza, ci siamo affrontate questa fatica e queste difficoltà con tanta speranza e la preghiera è dire Signore dà una mano a queste persone".


L'augurio di Tasca ai genovesi per Pasqua attraverso Primocanale non poteva che avere al centro che la parola 'insieme', sua parola d'ordine dalla sua ordinazione lo scorso luglio. 


"Questa Pasqua viene in un momento difficile per tutti noi, credo che sia bello vivere la Pasqua come il Signore Gesù ce l'ha insegnato, come ce l'ha regalata: la morte, la difficoltà, la fatica tutto quello che sentiamo pesante non ha l'ultima parola, l'ultima parola non ce l'ha il venerdì Santo, il sabato Santo ma il giorno della Risurrezione su questo possiamo contare e puntare tutti insieme ecco quello che io vi chiedo è che tutti insieme affrontiamo questa difficoltà e diamo il meglio di noi stessi non solo per i nostri cari ma per tutte le persone che si mettono sul nostro cammino questo è il mio augurio per questa Pasqua".


Lo spirito francescano continua a essere quello che segna la strada di monsignor Tasca, che in molti chiamano padre Marco, e sull'augurio che lo scorso anno qualcuno gli aveva fatto, ossia di essere un vescovo francescano e non un francescano vescovo, sorridendo con indosso il suo saio non ha dubbi: "Vivo ancora in un convento, prego il Signore di trovare un equilibrio tra essere frate, francescano, vescovo ma sono un vescovo francescano...".



Sabato 3 aprile dalle 19.30 Primocanale trasmetterà in diretta la veglia pasquale con l'arcivescovo Tasca dalla cattedrale di San Lorenzo.