"È noto che Regione Liguria ha approvato il Piano di controllo selettivo del cormorano nella regione Liguria per gli anni 2019-2023, dando così il via quest’anno all’abbattimento selettivo di 60 esemplari. Al netto della nostra contrarietà per un’azione che riteniamo inutile, abbiamo chiesto alla Giunta regionale in quali tratti d'acqua saranno localizzati e programmati gli abbattimenti sul territorio ligure. Abbiamo anche chiesto se sono state valutate le caratteristiche del volatile in questione e come il controllo delle specie sarebbe capace di alterare in positivo la situazione nei bacini idrografici regionali”, fa sapere il consigliere regionale Paolo Ugolini, primo firmatario dell'interrogazione dedicata.Che poi aggiunge: "Appreso che gli abbattimenti saranno effettuati in sei bacini della provincia genovese (Entella, Polcevera, Scrivia, Aveto, Stura e Trebbia), in due bacini imperiesi (Roja e Nervia), in tre dello spezzino (Vara, Magra e Gottero) e in quattro bacini del savonese (Bormida, Millesimo, Pallare e Spigno), la risposta dell’assessore competente è stata deludente”.
"Parlare infatti di specie “nociva” per il patrimonio ittico denota l'impreparazione di chi è stato chiamato a rispondere. Il cormorano non è un uccello stanziale: è infatti una specie che non resta sempre nello stesso posto, ma si sposta migrando per decine di migliaia di chilometri e fermandosi dove trova riserve di cibo sufficienti. Non ha senso parlare di “troppi cormorani” perché l’ecosistema si autoregola: se ci sono i pesci ci sono i cormorani, se i pesci scarseggiano i cormorani si spostano. Pertanto, uccidere un cormorano non significa “liberare” il tratto di torrente o di lago dall'azione di questi animali poiché, poco dopo la morte dell'esemplare, potrebbe arrivarne un altro, attratto dalla presenza del cibo”, conclude Ugolini.
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