salute e medicina

Il 15% manifesta per la prima volta questo problema
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Sarà capitato anche a voi di coricarvi nel letto e girarvi e rigirarvi senza riuscire mai a prendere sonno. Notti insonni o comunque dove le ore di effettivo riposo si riducono. Le conseguenze la mattina dopo sono evidenti: prima di tutto stanchezza e nervosismo. Il 2020 non è stato evidentemente un anno facile per via del Covid e i numeri lo confermano.

"Abbiamo rilevato da un recente studio che il 45% degli intervistati ha manifestato disturbi del sonno, di questi il 15% in passato non aveva mai manifestato problematiche simili - spiega Alberto Pilotto - direttore di geriatria dell'ospedale Galliera di Genova e presidente della Società italiana di geriatria ospedale territorio. Sono un sintomo che può svelare una tendenza verso forme di ansia e depressione". Un problema sempre più diffuso. L'emergenza Covid da una parte, le paure e incertezze per il futuro. Aspetti sanitari e risvolti economici si mescolano e creano ansie in giovani, adulti e anziani, poi al momento di andare a dormire tutto si complica.

E allora esistono una serie di comportamenti utili ad aiutare a prendere sonno anche senza affidarsi a rimedi medicinali o simili. A elencarli è lo stesso Pilotto: "La sera evitare di mangiare in maniera pesante. Avere la sera una mezz'ora o un'ora in cui tranquillizzarsi, magari leggendo un libro o ascoltando della musica che può azzerare determinate tensioni. magari stacchiamo la televisione evitando soprattutto quei programmi dove tutte le sere si fanno i bollettini di guerra che creano tensione e ansia, fare un po' di attività fisica ed evitare, in questo momenti, di fare sonnellini pomeridiani in modo da arrivare più 'stanchi' la sera".

La riduzione del sonno di fatto interferisce con alcune funzioni fondamentali del corpo, determinando spesso conseguenze evidenti anche sul piano comportamentale e sulla qualità della salute. Tra le conseguenze più evidenti a livello sanitario ci sono: depressione, apatia e stanchezza; sovrappeso e obesità; ipertensione e malattie cardiovascolari; riduzione delle difese immunitarie; disturbi tiroidei; cali di memoria.


Ricerche portate avanti a livello mondiale sottolineano le differenze di ore di sonno tra le diverse fasce di età. Per i neonati compresi 0-3 mesi è raccomandato un sonno giornaliero di 14-17 ore; per i neonati tra 4-11 mesi 12-15 ore, per i bimbi di 1-2 sono raccomandate tra le 11-14 ore, per quelli tra 3-5 anni 10-13 ore. nella fascia di età compresa tra i 6 e 13 anni la durata è ricompresa tra le 9-11 ore, negli adolescenti tra i 14 e 17 anni 8-10 ore, nella fascia tra i 18-25 anni la durata raccomandata è di 7-9 ore, tra gli adulti tra i 26-64 la durata raccomandata è di 7-9 ore, per i 65enni e più la durata raccomandata è di 7-8 ore.