Avanti con la revoca della concessione ad Autostrade, se da Atlantia entro il 30 settembre non arriveranno risposte che consentano di portare avanti il percorso deciso a luglio dal governo per rendere Autostrade per l'Italia pubblica con l'ingresso di Cassa depositi e prestiti. E' questa la linea del governo emersa, a quanto si apprende, da un vertice che si è svolto nella notte tra sabato e domenica a Palazzo Chigi. Il governo prova a dunque a uscire dallo stallo su Autostrade e lo fa scegliendo per la linea dura.
Venerdì sera è definitivamente tramontata la trattativa tra Atlantia e la Cassa depositi e prestiti avviata dopo l’accordo del 14 luglio sull'uscita di scena dei Benetton e il ritorno in mano pubblica di oltre metà delle autostrade gestite dalla famiglia trevigiana.
Nel documento, che conferma la volontà di andare avanti col processo di vendita dell’88% o in alternativa di scissione e vendita del residuo 30%, dimostra secondo Cdp che sono stati disattesi completamente gli impegni assunti dai due Ad di Atlantia e Autostrade per l’Italia (Aspi) il 14 luglio scorso. Respingendo la richiesta di garanzie per i danni provocati dal crollo del Ponte di Genova – secondo le fonti di Cdp – Atlantia fa però venir meno una fondamentale condizione di mercato e di fatto chiude la trattativa.
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