Quasi 300 diffide ambientali ai proprietari dei relitti delle imbarcazioni distrutte dalla mareggiata dell'ottobre 2018 e 435 dichiarazioni di evento straordinario. Sono alcuni numeri forniti dalla Capitaneria di porto di Genova nell'ambito dell'inchiesta Caronte, che nelle scorse settimane aveva portato a nove misure cautelari (tra carcere, arresti domiciliari e obblighi) tra cui i vertici del porto di Rapallo Carlo Riva. L'indagine è partita proprio dal lavoro degli uomini della guardia costiera che insieme ai carabinieri di Santa Margherita hanno scoperto un giro di traffico e riciclaggio dei rifiuti in maniera illecita. "La tempestività dell'intervento della capitaneria - ha sottolineato il procuratore aggiunto Paolo D'Ovidio che ha coordinato l'indagine - ha consentito di scongiurare un danno ambientale enorme".
Sempre per quanto riguarda l'attività della guardia costiera, sono state autorizzate 69 rimozioni di relitti attraverso il trasferimento via mare e rilasciate 80 autorizzazioni per l'uscita autonoma in sicurezza dal porto. Infine è stato espresso il nulla osta al trasferimento via terra di 132 relitti.
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