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Non è un campionato, è un torneo. Chi ha detto questo ha ragione circa l'ultimo terzo di serie A ancora da disputare. Dodici partite che anche per il Genoa significano l'ignoto.

I rossoblu terzultimi in classifica ripartono con un'aurea di fiducia tutto intorno che deriva da due fattori: il primo è che nel mercato di riparazione sono arrivati giocatori azzeccati come Perin, Masiello, Soumaoro e invece altri, che gia' erano qui come Sanabria e Pandev sono stati rilanciati da Nicola. Il secondo riguarda proprio il tecnico che tra senso di appartenenza e umiltà tattica ha rimesso a posto le cose. Ma basta questo per mettere il Grifone già in salvo? Sarebbe un esercizio presuntuoso troppo pericoloso per Criscito e compagni. Il Genoa in questo finale thrilling in cui davvero tutto puo' succedere, cerca conferme per giocarsi l'estate più assurda del calcio con un briciolo di ottimismo.

Il campionato è un surrogato di quello che avrebbe dovuto essere. Hanno ragione le tifoserie anche più estreme che non sono certo composte da dame di San Vincenzo e che spesso sono arroccate su posizioni borderline e discutibili, ma in questo caso come si fa a dargli torto quando parlano di una serie A che offre senza pubblico e con coreografie virtuali, uno spettacolo indecente? Se invece è un tentativo pionieristico da parte dei parrucconi della Federazione di provare a surgelare il campionato è inaccettabile. Senza passione, senza tifosi è un business che non sta in piedi e se ne accorgeranno presto i presidenti. C'era bisogno di soldi delle tv ed ecco la spinta di tornare in campo. Ma in fondo turandosi il naso bisognerà scendere in campo. Il Genoa parte con un po' di autostima, ma sempre a inseguire malgrado la media da Europa collezionata da Nicola.

Eppure non basta ancora, segno dei disastri fatti prima da dirigenza e allenatori. Il 2 agosto a giochi chiusi si tireranno le somme, ma se in questi mesi la banda Nicola non si è persa e magari ha ritrovato per strada Iago Falque e Destro, allora il minimo sindacale offerto ai tifosi da Preziosi, cioe' la permanenza nella massima categoria, potrà essere celebrata. Ma piedi per terra e occhi aperti, il Lecce e tutte le altre lì intorno daranno battaglia. E allora Si salvi chi può.
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