
L'ufficiale è stato sentito già più volte dagli investigatori della digos e della polizia di frontiera, coordinati dai pm della Dda Marco Zocco e Maria Chiara Paolucci. L'uomo ha detto che il cargo avrebbe trasportato mezzi più piccoli dotati di radar e jeep con cannoni anticarro, ma anche mitra, cannoni e razzi. Il carico degli armamenti, in violazione del cessate il fuoco, sarebbe stato fatto nel porto turco di Mersin. Il marittimo ha anche svelato che i militari turchi, alcuni forse dei servizi segreti, avrebbero detto all'equipaggio di mentire sulla sosta in Libia: quello scalo, gli sarebbe stato "suggerito", era dovuto a una avaria. I viaggi del cargo sarebbero stati almeno tre.
IL COMMENTO
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