Gli anni del charleston e dei lunghi fili di perle, gli anni dell'incertezza e delle contraddizioni. Sono i ruggenti "anni Venti" i protagonisti della mostra di Palazzo Ducale che dal 5 ottobre fino a marzo 2020 incanterà turisti e genovesi. "E' un grande orgoglio perché la mostra è un unicum a livello nazionale, è interamente prodotta da noi e mostra quello che Genova può fare", spiega Serena Bertolucci, direttore di Palazzo Ducale. "Oltre 120 capolavori italiani e provenienti da musei di tutta Italia in un lungo percorso che si può sfogliare come un libro. Ogni sala racconta un capitolo diverso". Un vero e proprio viaggio nella storia, attraverso le opere di Carrà, Casorati, Galileo Chini, de Chirico, Severini e tanti altri importanti artisti dell'epoca. Un'epoca che spesso si riflette nella nostra, seppure siano trascorsi cent'anni. "C'è un grande interesse rinnovato per questo periodo, anche perché per certi versi è simile al nostro", riflette Gianni Franzone, curatore della mostra. "Quel lungo decennio era figlio della Grande Guerra, aveva ormai superato gli agi della Belle Epoque, e terminò con il crollo della Borsa di Wall Street, una crisi economica simile a quella che abbiamo appena attraversato".
Dalla guerra al deco, dall'uomo come marionetta alla donna che da madre riscopre la sessualità, sono tanti i temi declinati lungo il percorso di visita. "La donna aveva avuto un riscatto sociale durante la Prima Guerra Mondiale occupando i posti di lavoro normalmente occupati dagli uomini, dato che erano impegnati al fronte", spiega Matteo Fochessati, altro curatore della mostra. "E l'occupazione di Fiume di D'annunzio portò grande libertà sessuale nelle relazioni, fu una specie di sessantotto: per cui vediamo da un lato la figura femminile ancora come casalinga, dall'altro come donna estremamente moderna".
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