“Io credo che la trattativa sia a buon punto, poi l’Anac può intervenire nel caso rilevi la necessità”, così Giovanni Toti ha commentato al termine del primo confronto istituzionale con la Conferenza delle Regioni parlando di Ilva. “Io ricordo che Ilva vale l’1% del Pil del nostro Paese. Il fallimento della trattativa con Mittal significherebbe per il governo la perdita di almeno 300 milioni di euro per lo spegnimento dei forni, almeno 2 miliardi per le bonifiche ambientali di Taranto, circa 20 mila lavoratori in cassa integrazione e la scomparsa del settore acciaio dalla seconda manifattura del continente europeo. Mi sembra una responsabilità molto grave per un ministro dello sviluppo economico e mi auguro che, dopo un momento di riflessione legittimo, Di Maio si sieda al tavolo e decida che questa sia la strada da percorrere, ovvero trovare un accordo con i sindacati e gli enti locali per poi far ripartire la prima acciaieria d’Italia”.
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