cronaca

Operazione 'Money Monster', dalla Colombia al Nord Italia
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I carabinieri, la polizia e la Guardia di Finanza della Spezia stanno eseguendo un'operazione disposta dal Tribunale cittadino su richiesta della Dda di Genova che prevede il sequestro anticipato dei beni per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro.

L'indagine dei Carabinieri della Spezia ha consentito di identificare i promotori, gli organizzatori e i partecipanti ad una una associazione finalizzata al traffico internazionale di cocaina.

La droga, acquistata da fornitori colombiani, veniva trasportata via mare in Italia, stoccata in un magazzino alla Spezia in quantità vicina quasi sempre alla tonnellata e successivamente commercializzata nel centro-Nord Italia attraverso una collaudata rete distributiva.

A svelare il traffico è stato un pentito della 'ndrangheta reggina ha svelato il traffico internazionale di cocaina di un affiliato, Santo Abossida, ucciso nel crotonese nel 2012 con il figlioletto in braccio, e ha permesso agli inquirenti di ricostruire attività illecite dal 2002 al 2012 e di sequestrare 5 milioni di beni fra denaro, immobili ed attività commerciali intestate ai figli e alla sorella, Bombina Abossida, trapiantata da anni alla Spezia.

La donna è stata sottoposta ad una misura di sorveglianza speciale della durata di cinque anni. E' l'esito dell'operazione 'Money Monster' resa nota a Genova dal procuratore di Genova Francesco Cozzi e dal magistrato della Dda Alberto Landolfi che ha coordinato l'indagine svolta da carabinieri, polizia e guardia di finanza de La Spezia.

Il pentito ha riferito che il capoluogo ligure era una delle città riferimento dei traffico insieme a Gioia Tauro per gli sbarchi di cocaina. Molte importazioni di droga avvenivano a bordo di imbarcazioni e del peschereccio sequestrato in queste ore a Santo Abossida, proprietario e skipper delle barche